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Cedro Liscio Diamante

Cedro Diamante

L'oro verde di Calabria, questo è il giusto appellativo per il Cedro Diamante, la varietà di Cedro più nota del mondo!

Per anni è stato un'importantissima risorsa economica per l'area tirrenica calabrese, ed oggi la costa che va da Tortora a Cittadella del Capo è conosciuta come la Riviera dei Cedri, proprio in merito a questo frutto.

Il Cedro Diamante è tipico di quest'area della Calabria ed è la qualità più diffusa ed anche la più ricercata dall’industria agroalimentare.

In particolare, proprio l’area della Riviera risulta essere, in assoluto il primo se non l’unico sito che produce questa particolare cultivar così preziosa e interessante ed il 98% della produzione italiana di cedri è concentrata proprio nell'area tirrenica intorno al territorio di Santa Maria del Cedro.

Ovviamente la qualità eccezionalmente pregiata prodotta dalle cedriere della Riviera dei Cedri è dovuta certamente alla cura dei cedricoltori, uomini e donne che da generazioni si tramandano l’amore per questa faticosissima coltura, bisognosa di una cura costante poiché particolarmente delicata, ma anche al territorio ed al clima della riviera.

Il frutto è di colore verde chiaro con forma variante dallo sferico all’ovale e con un peso medio di circa un chilogrammo, la scorza è spessa, dura, di colore giallo e dal sapore dolce, mentre la polpa poco succosa ha un gusto dolce-acidulo, con aroma intenso e gradevole.

La coltura del Cedro è antichissima, conosciuta già al tempo degli Egizi quattromila anni fa e Secondo alcuni studi proprio dall'Antico Egitto si diffuse nel mondo legandosi strettamente alle tradizioni e alle emigrazioni del popolo ebraico.

Conosciuto come Malus medica o Malus felix o ancora più semplicemente come Citrus, secondo gli stessi studiosi il cedro sarebbe stato originario della Media e della Persia, il territorio che corrisponde all’incirca all’attuale regione nord occidentale dell’Iran, a sud del Mar Caspio, per la Media ed al resto dell’area iraniana per la Persia.

Sulla diffusione della coltura di questo frutto ci sono molte teorie, ma quella più accreditata pare attribuire il merito alle comunità ebraiche che importatolo dall’Egitto ne diffusero la coltivazione prima in Palestina e poi in tutte le altre regioni dove furono costretti ad emigrare per sfuggire alle deportazioni.

Il cedro non è un frutto commestibile allo stato fresco ma necessita di opportune trasformazioni.

La quasi totalità della produzione di cedro è destinata all'industria alimentare, farmaceutica e cosmetica.

Nel territorio calabrese sono presenti pochissime imprese artigianali che trasformano questo prodotto, dove vengono canditi e poi usati per la preparazione di dolci, ricoperti di cioccolato o consumati nello stato originale durante le feste natalizie.

Dalle scorze del cedro prive della parte bianca, infuse nell'alcool si estrarre il liquore di cedro.

Il cedro calabrese è particolarmente legato alla cultura ebraica che utilizza i frutti della cultivar Liscia Diamante per le celebrazioni di una delle loro feste principali, la Sukkoth. I sacerdoti ebraici giungono in Calabria da molte parti del mondo, in particolare dagli Stati Uniti e dall’Europa dell’est, alla ricerca dei cedri perfetti da utilizzare tra settembre e ottobre per la Sukkoth, la Festa delle Capanne detta anche Festa dei Tabernacoli, una delle tre principali feste ebraiche dell’anno, insieme alla Pasqua ebraica (Pesach) e alla Pentecoste (Shavuot).
Poiché i testi sacri prescrivono che per le celebrazioni della Sukkoth vengano utilizzati solo i frutti migliori dell’albero più bello che gli Ebrei identificano nel cedro, i rabbini giungono nella Riviera dei Cedri per visionare personalmente a uno a uno gli alberi e scegliere i singoli frutti.

I cedri da utilizzare nelle celebrazioni ebree devono presentare delle caratteristiche ben precise; devono essere raccolti da alberi non innestati, di almeno quattro anni di vita e i frutti devono avere un peduncolo accentuato e una forma conica perfetta senza rugosità e senza macchie sulla buccia.


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