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Asino Calabrese

L'Asino Calabrese è una razza asinina definita come sottorazza dell'Asino Pugliese; è presente in Calabria da molti secoli, diffuso in passato in ogni centro abitato, denominato Ciuccio nell'area settentrionale (Calabria Citra) e Sceccu in quella meridionale (Calabria Ultra)

Storia

Le origini della popolazione asinina calabrese sono molto antiche; le prime notizie risalgono al 1240, quando Federico II ordinava a Pietro Ruffo di Calabria di rivolgersi a Ruggero, monaco di San Giovanni, perché gli fornisse buoni asini “pro cooperiendis jumentis nostris”; alla fine del secolo XIII, Carlo I d’Angiò raccomandava Eustazio di Matera, maestro delle razze di Calabria, di sorvegliare i “caballarii” (addetti alle stalle) durante le operazioni di monta.

Per secoli l'asino ha aiutato i calabresi più di qualsiasi altro animale, salvo casi di estrema povertà ogni famiglia ne aveva uno.
L'asino nella società calabrese per secoli è stato l'equivalente dell'attuale automobile; l'asino è stato compagno infaticabile anche nel XX secolo, resistendo all'avvento dell'autovetture fino alla metà degli anni ottanta, quando è stato definitivamente sostituito dal motore.

Nel 1908 il patrimonio asinino calabrese era di circa 68.000 esemplari, un aumento si era registrato fra il 1930 ed il 1950, raggiungendo i 78.000 capi, per arrivare a circa 58.000 unità negli anni '60.

Recupero

L'Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte è al lavoro in questi ultimi anni per ricostituire il ceppo originario.

Il 3 gennaio 2012 sul sito ufficiale del Parco è stata pubblicata questa informazione.
"Da un po' di tempo, con l’acquisto di cinque asini si è conclusa la prima e laboriosa fase di recupero della razza calabrese ormai in via di estinzione. I primi cinque soggetti asinini, un maschio e quattro femmine, sarebbero stati individuati dai ricercatori come nucleo fondatore per il recupero della razza. Lo “scecco” Ciccio, con il ruolo di stallone, Sofia, Gina e le due Camille, provenienti da varie zone della Calabria, saranno i “fondatori” della rinnovata razza calabrese. Sono stati acquistati dal Parco e, per ora, alloggeranno presso la coop. Sant’Arsenio in attesa, dalla prossima primavera, di essere trasferiti presso il Centro Equestre di Basilicò, vicino Gambarie. Qui terranno compagnia a Pippo e Tosca, i due cavalli di razza italiana da tiro (Caitpr) utilizzati nelle attività del centro. Gli asini saranno impiegati anche nell’onoterapia e nel trekking someggiato. Inoltre ai mansueti cavalli di notevole stazza, 8/10 ql ciascuno, presto si aggiungeranno altri due cavalli da tiro e i cavalli degli Agenti dello speciale Corpo Forestale dello Stato in servizio al Parco. L’equipe di studio rappresentata dal dottor Siclari, per il Parco, dal professor Liotta, per l’Università di Messina, e dall'Apa di Reggio Calabria, Catanzaro e Crotone; grazie anche all’impegno profuso nel progetto dal dottor Capogreco, dopo oltre due anni di ricerca hanno individuato tredici soggetti asinini morfologicamente simili tra loro e dal punto di vista genetico notevolmente distanti dalle razze conosciute."


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