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Sybaris

La prima megalopoli della penisola italica

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Sybaris fu la più importante città della Magna Grecia, la più ricca, la più sfarzosa e la più popolosa; basti pensare che tra il 600 ed il 510 a.C. la città superò i 300.000 abitanti, 500.000 secondo alcuni autori, questo fece di Sybaris la prima grande città della storia italiana, prima dell'avvento dell’Impero Romano, difatti, solo la Roma dei Cesari, molti secoli più tardi, la superò, arrivando a 1.000.000 di abitanti. Ad oggi, nessuna città calabrese ha mai raggiunto una simile dimensione nel corso della storia, ne un simile peso politico.

Sybaris fu fondata dagli Achei nel 720 a.C. (708 a.C. secondo alcuni autori), provenienti dalla parte meridionale del Golfo di Corinto, a cui si aggiunsero un gruppo di abitanti di Trezene, cittadina del Peloponneso; Strabone la vuole fondata da Is di Elice.

Ben presto la città diventò potente e popolosa, grazie ad una serie di fattori che ne determinarono la sua rapida ascesa; primo tra tutti, la sua posizione geografica, immersa in una vasta e fertile pianura (Piana di Sibari) ricca di corsi d’acqua, che poteva soddisfare le richieste alimentari di una grande popolazione, basti pensare che in quell’area scorrono tre dei maggiori fiumi calabresi: il Crati, il Coscile e l’Esaro.

La posizione geografica, la poneva di fatto al centro dei traffici del Golfo di Taranto e soprattutto ponte tra l’Etruria e la Grecia, difatti, la città controllava tutte le vie istmiche che dal Tirreno conducevano sullo Jonio, e tutte le città greche presenti sul Tirreno (Laos, Posidonia, Temesa e Scidro) erano colonie o città sotto il controllo di Sybaris.

Le sue enormi risorse la trasformarono ben presto da colonia a fondatrice di colonie, arrivando ad estendere il suo dominio su quattro popoli e venticinque città.

L’attuale territorio cosentino, al tempo ancora scarsamente sfruttato, controllato esclusivamente da Sybaris e dalle sue sub colonie, forniva alla città ogni genere di ricchezza, che le permettevano di raccogliere a basso costo una grande quantità di materie prime, come oro, argento, rame e sale (Lungro).
Oltre alle città costiere, Sybaris controllava anche quelle interne, dislocate lungo le vie istmiche come Argyron.

Tutto questo, la poneva di fatto come la prima grande super potenza dell’Italia antica.

Nel 575 a.C. Sybaris, insieme alle altre città di origine achea, Metaponto e Kroton, distrusse la forte colonia ionica di Siris; questo fece accrescere maggiormente la sua potenza, avendo eliminato di fatto una grande rivale e allo stesso tempo controllando l’area della Siritide, fatta di ricchi e fertili terreni; inoltre prese il controllo totale del fiume Siris, l'attuale Sinni, e dei suoi traffici.

All’apice della sua potenza la città cadde inesorabilmente nel labirinto di vizi e degli sfarzi, da farla sembrare più una città asiatica che greca; fu proprio in quel momento che la città, dilaniata da lotte interne tra partiti opposti, favorì l’ascesa al potere del demagogo Telys. In aperta opposizione a Telys, 500 esponenti del partito politico contrario si rifugiarono presso Kroton. Telys pretese senza otternerla l’estradizione da Kroton, che invece inviò presso Sybaris trenta ambasciatori per mediare la crisi, ma furono tutti massacrati; questo affronto, diede a Kroton il pretesto di muovere guerra contro Sybaris.

Kroton, nella guerra dispiegò un esercito di 100.000 uomini, di contro Sybaris rispose con uno forte di 300.000 uomini, tanto imponente, racconta Strabone, che i sibariti dislocati lungo il Crati riempivano un cerchio di 50 stadi. Lo scontro avvenne sul fiume Traente, e nonostante fossero in netta inferiorità, i crotoniati, guidati dal Milone, riuscirono ad annientare l’esercito sibarita. I crotoniati non si accontentarono della sottomissione di Sybaris, giunti presso la città la posero sotto assedio; dopo settanta giorni, Sybaris capitolò ed i crotoniati deviando il corso del Crati, la fecero sommergere da acqua e fango, cancellandola per sempre dalla storia.

Era il 510 a.C., quando della più importante città che la Calabria abbia mai avuto, non restarono che ruderi e fango, oltre a migliaia di schiavi.
Coloro che riuscirono a scampare all’impeto dei crotoniati, fuggirono a Laos e Scidro.

Nel 478 a.C. ci fu un tentativo degli esuli scampati al massacro di ricostruire la città, ma non riuscirono nemmeno ad alzare le mura.

Nel 452 a.C. ci fu un tentativo di Posidonia, ma la nuova città durò solo sei anni, prima di essere cancellata da Kroton.

Solo nel 443 a.C., 67 anni dopo, una colonia panellenica proveniente dalla Grecia, sotto la volontà di Atene, edificò Thurii, solo in questo caso Kroton non si oppose, non ritenendola una minaccia; ma Thurii non raggiunse nemmeno lontanamente lo splendore e la potenza che fu di Sybaris.

«Non credo che esista in nessuna parte del mondo qualcosa di più bello della pianura ove fu Sibari. Vi è riunita ogni bellezza in una volta: la ridente verzura dei dintorni di Napoli, la vastità dei più maestosi paesaggi alpestri, il sole ed il mare della Grecia. » François Lenormant

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