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Kroton

La gloriosa città achea di Pitagora e Milone

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Kroton fu una delle più importanti città della Magna Grecia, seconda per prestigio politico ed economico solo a Sybaris.

La sua fondazione è avvolta nel mito e c’è chi la descrive addirittura voluta da Eracle per onorare il suo amico Kroton (da cui la città prese il nome), morto sul luogo durante una delle sue dodici fatiche. Altri ancora la vogliono fondata da Kroton fratello di Alcino, re dei Feaci, o dai condottieri achei di ritorno dalla guerra di Troia, con al seguito molte fanciulle troiane, che stanche del continuo navigare, per rimanere in quel luogo non esitarono a dar fuoco alle navi.

Fu una colonia achea fondata nell’ VIII secolo a.C., Eusebio di Cesarea la fa risale al 718 a.C. come asserito nel Chronicon, Dionigi di Alicarnasso la vuole edificata nell’anno della XVII Olimpiade (708 a.C.), altri ancora rimandano la sua fondazione al 743 a.C.

Fu famosa per il suo profilo culturale e per l’alto livello di civiltà raggiunto, celebre in tutta la Grecia per le sue personalità, Alcmeone e Pitagora su tutti, ma anche per avere i migliori atleti di tutta la Grecia antica, plurivincitori dei giochi ellenici dell’antichità, Milone su tutti; inoltre, Kroton fu celere nel mondo antico anche per la bellezza delle sue donne che non aveva eguali.

Nel 575 a.C. insieme alle altre città achee Metaponto e Sybaris, posero sotto assedio, distruggendo la forte colonia ionica di Siris.

Nei primi decenni del VI secolo a.C., Kroton per espandere i suoi domini verso sud attaccò la città di Locri Epizefiri, trascinandola in una lunga guerra. Per paura dell’espansione crotoniate verso sud, la città locrese fu aiutata nel corso della guerra anche da Rhegion, Medma e Hipponion.
Dopo anni di lotte, nel 560 a.C. la guerra fu risolta con la leggendaria Battaglia del Sagra, in cui 15000 soldati locresi e reggini, affrontarono e sconfissero clamorosamente 130.000 crotoniati; una leggenda narra che le acque del fiume si tinsero di rosso per il sangue delle vittime.

Nel 530 a.C. vi giunse Pitagora, dove fondò una scuola di sapere, scienza, matematica e musica.

Nel 510 a.C. a Sybaris salì al potere il demagogo Telys; in sua aperta opposizione, 500 esponenti del partito politico contrario si rifugiarono presso Kroton. Telys pretese da Kroton l’estradizione, senza ottenerla; Kroton inviò presso Sybaris trenta ambasciatori per mediare la crisi, ma furono massacrati; questo affronto diede a Kroton il pretesto di muovere guerra contro Sybaris.
Kroton, nella guerra dispiegò un esercito di 100.000 uomini, di contro Sybaris rispose con uno forte di 300.000 uomini, tanto imponente, racconta Strabone, che i sibariti dislocati lungo il Crati riempivano un cerchio di 50 stadi. Lo scontro avvenne sul fiume Traente, e nonostante fossero in netta inferiorità, i crotoniati, guidati dal Milone, riuscirono ad annientare l’esercito sibarita. I crotoniati non si accontentarono della sottomissione di Sybaris, giunti presso la città la posero sotto assedio; dopo settanta giorni, Sybaris capitolò ed i crotoniati deviando il corso del Crati, la fecero sommergere da acqua e fango, cancellandola per sempre dalla storia.

Nel 480 a.C. Faillo di Kroton armò a sue spese una nave radunando i crotoniati dimoranti in Grecia e partecipò alla battaglia di Salamina.

Nei secoli successivi Kroton fu aggredita dall’emergente potenza dei Brettii, che si affacciarono in regione a partire dal IV secolo a.C.; da questi non fu mai conquistata, ma di fatto ne segnarono la fine della potenza economica e militare.

Nel 389 a.C. l’esercito crotoniate con la Lega Italica fu pesantemente sconfitto presso Kaulon da Dionigi il Vecchio, e gli stessi siracusani qualche anno più tardi la posero sotto assedio, occupandola e depredandola dei suoi tesori.

Nel corso del III secolo a.C. oppressa dai continui attacchi dei Brettii e dei Lucani, fu costretta a chiedere aiuto a Roma; ma l’aiuto prestato dai romani si rivelò contro producente, difatti, nel 277 a.C. i Romani guidati dal Console Cornelio Rufino conquistarono Kroton, trasformandola di fatto in una semplice prefettura.

Durante la seconda guerra punica, Annibale vi tenne i suoi accampamenti invernali per tre anni e da Kroton si imbarcò per l'Africa nel 203 a.C.

Nel 196 a.C. i Romani segnarono definitivamente la fine di Kroton, con la costruzione di una nuova colonia romana sul promontorio di Era Lacina; la gloriosa città achea, negli anni successivi divenuta poco più di ruderi in cui imperversava la malaria, fu definitivamente abbandonata.

Kroton passò alla storia per essere la città degli atleti, dominando i giochi dell’antichità in tantissime discipline, tutt’ora, Milone è il più premiato atleta della storia dei giochi olimpici, antichi e moderni.

Nel 576, anno della cinquantunesima olimpiade, nello stadio vinse il crotoniate Eratosthenes, in quella gara i primi sette corridori erano tutti di Kroton, tanto che fu coniato il proverbio ricordato da Strabone (VI, 1,12) "L'Ultimo dei crotoniati era il primo degli altri greci".

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