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Storia di Bisignano

Stemma di Bisignano

Bisignano (CS)

Bisignano, secondo Barrio ed alcuni storici del passato fu fondata da Aschenaz, figlio di Gomer, figlio di Iafet a sua volta figlio di Noè, venuto in Europa come tutti i discendenti di Iafet dopo il diluvio universale, per ripopolare questo continente. Dopo la fondazione Aschenaz diede il nome di Bescia alla nuova città.

Altri storici attribuiscono agli Ausoni la fondazione di Bescia, che successivamente prese la denominazione di Beretro.

Con l’arrivo degli Achei nell’area, la città fu certamente sotto l’influenza della vicina e fortissima Sybaris, difatti, sono stati rinvenuti nell’area di Mastro D'Alfio un forno a due bocche di età greca e due grandi giare, custodite nel Museo della Sibaritide.

Con l’arrivo dei Brettii in Calabria, Beretro divenne una delle principali città della Confederazione Brettia e assunse la denominazione di Besidiae.

Nel 205 a.C. nella battaglia di Campoville, Besidiae con gli alleati bretti e i cartaginesi guidati da Annibale, sconfisse i romani, ma fu conquistata dal console romano Gneo Servilio Cepione nel 203 a.C.

Nei secoli successivi la città fu denominata Besidianum.

Con la caduta dell’Impero Romano d'Occidente, Bisignano fu sotto il controllo degli Ostrogoti e successivamente seguì le alterne vicende della lotta tra Bizantini e Longobardi.

Tra il VII e l’VIII secolo, la città divenne sede vescovile, succedendo, di fatto, a quella di Thurii, di cui non si hanno più notizie a partire dal 680.

Il primo Vescovo che risulta da un documento ufficiale del 743 fu Auderamus che partecipò al Sinodo convocato a Roma da Papa Zaccaria.

Con la riconquista della Calabria da parte dei bizantini nel 963, Nicefora Foca II impose il rito bizantino anche a Bisignano.

Nel 970 fu vescovo un certo Ullotto.

Nel 983 Papa Benedetto VII assegnò Bisignano alla Metropolia di Salerno, come risulta dalle bolle papali del 986 e del 1058.

Nell' XI secolo Bisignano risultava avere due dipendenze, Salerno per la chiesa latina e Reggio Calabria per quella bizantina.

Nel 1026 Bisignano fu assediata dai saraceni, ma la risposta della cittadina fu pronta e gli assalitori furono respinti, perdendo sul campo di battaglia i loro condottieri Arpica e Melo.

Nella metà dell’XI secolo il condottiero normanno Roberto il Guiscardo fece rapire il nobile bisignanese Pietro De Turra, per il quale pretese il pagamento di ventimila ducati.

Nel 1331 dopo l’assassinio del vescovo di Bisignano, Federico, papa Benedetto XII scomunicò tutta la provincia.

Nel 1400 Bisignano fu feudo dei Ruffo di Catanzaro.

Il 26 Marzo 1462 il duca di San Marco Argentano, Luca Sanseverino, acquistò dalla Regia Corte, per concessione di re Ferrante I d’Aragona, la città di Bisignano e quella di Acri, per la cifra di 20.000 ducati d’oro e d’argento.

Con l’ascesa al potere dei Sanseverino iniziò la dinastia dei Principi di Bisignano che trasformarono la città nel capoluogo del feudo.

La città rimase in mano ai Sanseverino fino all’eversione della feudalità, avvenuta nel 1806.

Nel 1887 a causa di un violento sisma, il borgo fu quasi interamente distrutto, perdendo gran parte del suo enorme patrimonio storico-architettonico.

Con Decreto del Presidente della Repubblica del 24.03.1994 è stato concesso al comune di Bisignano il titolo di Città.


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