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Storia di Carolei

Stemma di Carolei

Carolei

Il territorio di Carolei ha visto la presenza dell’uomo già a partire dall’età antica, come testimoniamo i ritrovamenti in località Stiddra, Treti e Cozzo di San Giovanni, che mostrano l’esistenza di villaggi preellenici dell’età del ferro.

Alcuni studiosi, basatisi sulle fonti di antichi scritti, vogliono che il primo nucleo urbano fu fondato dagli Enotri con la denominazione di Ixias, altri la riconducono alla città bizantina di Karalea.

Insieme a Domanico rivendicano il luogo di sepoltura del re visigoto Alarico.

Tra le poche fonti sulla storia medievale di Carolei, si trova menzionato nel 1326 un diacono di nome Rogerus de Caroleis.

Fino il 1442 appartenne all'arcivescovo di Cosenza, successivamente e fino al 1532 alla famiglia genovese Adorno, a cui subentrarono gli Alarcon Mendoza che rimasero fino all’eversione della feudalità avvenunta nel 1806.

Durante la Repubblica Partenopea il generale Championnet incluse Carolei nel dipartimento del Crati; successivamente, con il riordino amministrativo disposto dai francesi fu inserita come Università nel Governo di Mendicino prima e successivamente nel Circondario di Dipignano.

Fu gravemente danneggiato dal sisma del 1905.

In passato, Carolei era noto per l’ottima produzione di carciofi e pietra focaia, ma soprattutto per la coltivazione del baco da seta, con sei filande operanti prima del ‘900.


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