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Storia di Casole Bruzio

Stemma di Casole Bruzio

Casole Bruzio

Il primo nucleo abitativo di Casole Bruzio sembra essere stato l’abitato brettio di Triginta Casulae, fondato nel III secolo a.C. e situato tra gli attuali territori di Casole Bruzio e Trenta.

Verso la fine del X secolo sul territorio si riversarono i cosentini in fuga dall’invasione saracena di Cosenza che diedero un grande sviluppo demografico all’area.

Per molti secoli fu casale della regia città di Cosenza.

Nel 1657 il paese fu devastato dalla peste che causò centinaia di morti.

Nel 1807 fu elevato ad Università dalle truppe napoleoniche e venne annesso al governo di Spezzano Grande.

Nel 1811 divenne frazione di Verticelli e nel 1816, dopo la riforma amministrativa borbonica, frazione di Magli.

Il 25 gennaio 1820 fu elevato a comune con giurisdizione sulle frazioni di Magli e Verticelli.

Il 30 agosto 1841 vi nacque Maria Oliverio, detta Ciccilla, brigantessa postunitaria della “banda” di Pietro Monaco.

L'attuale nome di Casole Bruzio fu adottato con regio decreto del 23 ottobre 1864

Il 24 agosto 1884 vi nacque Filippo Caruso, carabiniere comandante del Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri noto come "Banda Caruso", insignito di medaglia d'oro al valor militare.


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