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Portulaca

La Portulaca (Portulaca olearia), conosciuta anche con il nome di Porcellana comune, è una pianta erbacea della famiglia delle Portulacaceae.

E' una pianta erbacea annuale, glabra, strisciante, alta fino a 40 centimetri circa; le sue radici sono biancastre a fittone; il fusto di colore rossastro è molto carnoso e ramificato fin dalla base, i rami generalmente sono adagiati sul terreno, meno frequentemente ascendenti o eretti; le foglie sono spesse, papillose, alterne, lucenti, generalmente obovate; i fiori sono di colore giallo e si trovano sulla sommità dei rami, avvolti dalle foglie superiori; il frutto è una capsula ovoidale contenente numerosi semi neri e lucenti, che in piena maturazione cadono al primo movimento della pianta.

La portulaca è una pianta invasiva e infestante, difficile da debellare, cresce soprattutto negli orti, meno frequentemente nei campi coltivati, dal livello del mare ai 1700 metri di quota.

Fu ampiamente usata nel bacino del Mediterraneo già in epoca preistorica; dei semi sono stati recuperati nel Heraion di Samo, risalente al VII secolo a.C. Nel IV secolo a.C. Teofrasto denomina la portulaca ἀνδράχνη (leggi andrákhne) (denominazione ancora oggi utilizzata con il termine ndràcchia in varia aree della Calabria) come una delle migliori erbe estive, che per essere coltivata dev’essere seminata in aprile.

Gli arabi nel Medio Evo la denominarono baqla hamqa, che significa pianta pazza, per il modo in cui i rami si estendono sul terreno senza alcun controllo.

Nel 1288 fu annoverata tra le erbe commestibili da Bonvesin de la Riva, nel suo testo Meraviglie di Milano.

Attualmente la Portulaca è una delle sette erbe usate nel piatto simbolico servito al NanaKusa-no-sekku (七草の節句), il tradizionale piatto giapponese, come nuovo anno rituale.

E' una pianta comune in alcune parti dell'India, area del mondo da cui si presume abbia avuto origine la sua coltura, ed è conosciuta come Sanhti , Punarva o Kulfa .

La pianta della portulaca è un toccasana di proprietà, contiene più omega-3 acidi grassi (acido alfa-linolenico in particolare) rispetto a qualsiasi altra foglia vegetale; la ricerca pubblicata da Artemis P. Simopoulos afferma che portulaca ha 0,01 mg/g di acido eicosapentaenoico (EPA), questa è una straordinaria quantità di EPA per una fonte vegetale, l'EPA è un acido omega-3 acido grasso che si trova principalmente nel pesce, un po' nelle alghe e nei semi di portulaca oleracea e lino; inoltre la portulaca contiene anche vitamine, soprattutto vitamina A, vitamina C , e in quantità minori la vitamina B e carotenoidi, oltre a sali minerali, magnesio, calcio, potassio e ferro. Nella portulaca sono presenti anche due tipi di betalaine, dei pigmenti alcaloidi, i betaciani rossastri ben visibile nella colorazione degli steli, e le betaxanthins gialle, evidenti nei fiori e nella soffusione giallastra delle foglie; entrambi, sono potenti antiossidanti.

In 100 grammi di foglie di portulaca fresche sono contenuti dai 300 a 400 mg di acido alfa-linolenico; una tazza di foglie cotte contiene 90 mg di calcio, 561 mg di potassio, e più di 2.000 UI di vitamina A.

La Portulaca è un vero toccasana della cucina biologica calabrese.


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