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Lupo della Calabria

LupoLa Calabria con i suoi estesi boschi e ampie aree scarsamente popolate, da secoli rappresenta uno dei territori ideali dell’areale del Lupo Italiano (canis lupus italicus).

le sue selve da millenni rappresentano una delle roccaforti di questa specie, soprattutto quando negli anni '70 rischiò seriamente l’estinzione; le popolazioni stanziate sul Massiccio del Pollino e nella Sila, in quel periodo rappresentavano un terzo dell’intera popolazione nazionale.

Attualmente il lupo è distribuito in tutta l’area montana calabrese tra gli 800 ed i 1000 metri di quota, dal Pollino (in cui è sempre stato) all’Aspromonte; la presenza di branchi stabili e riproduttivi sono stati rilevati sul Pollino fin sulla costa ionica, sul massiccio della Sila, sui monti della Catena Costiera e sul massiccio dell’Aspromonte.

E’ il più grande carnivoro che vive nei boschi della Calabria, specializzato nella predazione di grossi erbivori selvatici come il cervo, il capriolo e il cinghiale, oltre a piccoli mammiferi come lepri, topi e vari rettili. All’occorrenza, può anche nutrirsi di frutta, bacche e carcasse.

Descrizione della Specie

Il Lupo Italiano è un animale il cui peso oscilla tra i 25 ed i 35 kg, per una lunghezza complessiva di circa 140 cm oltre la coda, che in genere è lunga circa 40 cm.

Un esemplare vive in media 10 anni, ma in cattività alcuni esemplari sono arrivati anche a 16 anni.
Contrariamente a quanto si pensa non tutti i lupi si riproducono, solo la coppia dominante può farlo (maschio alfa e femmina alfa); in pieno inverno, tra gennaio e marzo dopo una gestazione di 64 giorni mettono al mondo una cucciolata composta da 4 a 6 cuccioli.

I cuccioli aprono gli occhi a 20 giorni di vita, ma iniziano a seguire il branco solo al compimento del primo anno di età.

Un esemplare adulto in un solo giorno può spostarsi su una distanza compresa tra 1 e 10 km, riuscendo a resistere alla fame fino a 17 giorni senza mangiare, ma all’occorrenza può ingerire fino a 9 kg di carne (in genere tra 1,5 e 4,5 kg al giorno).

Geneticamente il Lupo Italiano non condivide aplotipi, né con altri lupi, né con i cani domestici (contrariamente a quanto si pensa, questi ultimi non discendono dai lupi moderni, ma da specie preistoriche europee ormai estinte), essendo morfologicamente abbastanza differenziato da giustificare la sua classificazione come sottospecie distinta (canis lupus italicus).

Il Lupo nella Cultura Popolare Calabrese del Passato

In Calabria come nel resto del mondo, da sempre è stato visto come un nemico dell’uomo, per la sua propensione ad attaccare le greggi, anche se spesso ha portato e porta colpe non sue, per danni arrecati da cani rinselvatichiti.

In passato è stato oggetto di caccia indiscriminata, con cacciatori specializzati nella sua cattura o in quella dei cuccioli “i Lupari”, che dopo la riuscita della caccia giravano nella varie masserie del loro territorio mostrando la preda, e ricevendo in cambio doni e beni alimentari.

Dai lupi uccisi si ricavavano cimeli e amuleti da usare contro il malocchio, come portafortuna o in riti magici di vario genere.

Protezione del Lupo

Dagli anni '70, quando si rischiò seriamente l’estinzione, in Italia la specie è considerata pienamente e particolarmente protetta (Legge n.968/77 e successiva 157/92), e ne è vietata in qualunque caso la caccia.


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