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L’Evoluzione della Popolazione di Corvidi nel Territorio di Verbicaro

Territorio di Verbicaro

Osservando la fauna ornitica del mio paese, immerso nelle meraviglie naturali del Parco Nazionale del Pollino, in provincia di Cosenza, ho notato l’arrivo di nuove specie soprattutto negli ultimi anni. Il territorio ne ospita una elevata varietà, tra questi le presenze di maggior spicco sono quelle della poiana (Buteo buteo), uno dei più grandi rapaci diurni dell'avifauna meridionale; e di molti corvidi.

Le ragioni che mi hanno spinto ad avviare questa breve ricerca personale sono legate all’acquisizione di nuovi dati relativi alla densità delle popolazione di Corvidi presenti sul territorio, per  acquisire altre informazioni utili nelle problematiche gestionali che specie come la Gazza (Pica pica), la Cornacchia grigia (Corvus corone cornix) e la Ghiandaia (Garrulus glandarius) possono creare, grazie alla loro elevata adattabilità agli ambienti modificati dall’uomo. Numerosi studi ed osservazioni attuali dimostrano che i Corvidi sono degli  ottimi predatori delle uova e dei pulli di molte specie ornitiche in particolare Galliformes e Passeriformes potendo provocare, l’estinzione locale di specie sensibili.

Ultimamente le specie che hanno manifestato il maggiore incremento numerico con la colonizzazione di nuovi siti riproduttivi, sono in ordine la Cornacchia grigia e la  gazza. Una tale espansione territoriale è legata principalmente alle attività umane la diminuita persecuzione da parte dell'uomo compresa la pressione venatoria, nonché l'ampio spettro alimentare degli stessi, che permette a queste specie di colonizzare nuovi habitat sfruttando tutte le risorse disponibili, sia di natura animale che vegetale.

Le specie di corvidi presenti nel territorio oggetto di studio coinvolgono la cornacchia grigia e la ghiandaia, che risultano le più rappresentative, mentre in misura quasi trascurabile troviamo il corvo e la gazza che comunque è stata vista alimentarsi e predare alcuni nidi di piccoli passeriformi. Di seguito saranno descritte brevemente le caratteristiche delle specie citate.

In ordine di importanza per la maggior presenza si inizia dalla Ghiandaia (Garrulus glandarius), è stata sempre presente sul territorio, appartenente all’ordine passeriformes famiglia corvidae è specie politipica ad ampia distribuzione Paleartica, presente in tutta Europa ad eccezione delle regioni più settentrionali della Gran Bretagna e della penisola Scandinava. Nel territorio italiano la specie risulta essere sedentaria nidificante, migratrice irregolare, ampiamente distribuita nelle aree interne collinari e montane, frequentando boschi di caducifoglie, querceti ricchi di sottobosco, castagneti, macchie, ma anche campi coltivati e frutteti nei pressi di aree boscate fitte e non troppo disturbate. Il suo insediamento sul territorio dipende dalla presenza di piante del genere Quercus quali farnia (Quercus robur), rovere (Quercus petraea), roverella (Quercus pubescens) e leccio (Quercus ilex). La fascia altimetrica maggiormente frequentata è quella collinare dai 250 ai 1000 m. Di indole sospettosa, ha un comportamento molto prudente e non ama apparire allo scoperto; si ciba principalmente di sostanze vegetali quali ghiande, nocciole, bacche, frutti selvatici in genere e coltivati, ma come altri corvidi non disdegna uova e pulli di passeriformi nonché insetti e loro larve. Nidifica una sola volta all’anno come gli altri corvidi. Entrambi i sessi partecipano alla costruzione del nido intrecciando grossolanamente pochi rametti, qualche piccola radice e fili d’erba. La femmina depone generalmente 5 uova che si schiudono dopo 16 giorni. I piccoli abbandonano il nido dopo tre settimane. Nell’area oggetto di studio è stata osservata predare un nido di cardellino con 4 pulli di 6 giorni. A differenza di altri corvidi come cornacchia grigia, gazza e taccola che negli ultimi dieci anni hanno avuto una grossa espansione territoriale, non solo a livello nazionale, quest’ultima risulta avere un’espansione territoriale più limitata ma in zone dove si verificano esplosioni demografiche non è da sottovalutare il suo impatto predatorio sia nei confronti di specie ornitiche che di prodotti agricoli. Essendo una specie abile nell’imitare canti e suoni, spesso viene allevata allo stecco e tenuta come animale da compagnia. Da testimonianze reali posso affermare che in cattività può  vivere fino a venti anni.

Altro corvide presente in tutta Europa ma osservato sul territorio saltuariamente da circa dieci anni è la Cornacchia Grigia (Corvus corone cornix). E’ una specie sociale e, al di fuori della stagione riproduttiva presso i dormitori, è solito osservarla a coppie o a gruppetti costituiti da 8/9 o più individui. La costruzione del nido inizia nei mesi di febbraio/marzo effettuata principalmente dalla femmina. Come sito di nidificazione viene scelto normalmente una pianta dove il nido viene posto a circa quindici di metri dal suolo, raramente a terra o su una parete rocciosa. Generalmente non viene riutilizzato nella stagione successiva, potendo essere invece impiegato da altri uccelli rapaci quali Lodolaio (Falco subbuteo), Gheppio (Falco tinnunculus), Gufo comune (Asio otus), Sparviere (Accipiter gentilis). La femmina depone 5 - 7 uova, covate esclusivamente da quest’ultima, per circa 20 giorni. La cornacchia grigia essendo una specie in espansione per la maggior disponibilità alimentare dovuta a discariche e allevamenti, con l’incremento delle popolazioni ha innalzato l’impatto sulle coltivazioni agricole e sulla fauna selvatica, con la predazione di uova e nidiacei di varie specie ornitiche. I danni, in alcune aree, sono stati così accentuati da far scattare procedure di abbattimento tese a limitare il numero degli individui. In tutte le regioni italiane appare in forte aumento, colonizzando tutti gli ambienti dalle aree costiere a quelle montane con presenza fino ai 1200 m.

Altra specie presente con sole due coppie osservate è la Gazza (Pica pica). Specie inconfondibile per la lunga coda che finisce a cuneo e può raggiunge una lunghezza doppia rispetto al corpo. Non presenta dimorfismo sessuale, ma se osservate con attenzioni si può notare come la femmina risulta avere dimensioni leggermente ridotte e piumaggio più sbiadito rispetto al maschio. Il nido viene costruito con rami secchi e stecchi, rinforzato al suo interno con fango e foderato con foglie secche erbe e radici; generalmente viene chiuso con una cupola che gli conferisce il caratteristico aspetto globoso. La copertura superiore serve come protezione da predatori, soprattutto dalla cornacchia grigia.

La gestione di queste specie deve partire dal monitoraggio continuo delle popolazioni, dalla stima dei danni reali sulle colture agricole nei diversi periodi dell’anno nonché sulle popolazioni ornitiche di interesse faunistico - venatorio e conservazionistico. Una tecnica di censimento che garantisce risultati affidabili e di facile applicabilità in ambienti coltivati, sia in pianura che in collina, è il conteggio dei nidi in epoca tardo invernale o primaverile. Le tecniche che si possono adottare per censirli, tenuto conto della superficie da indagare e dei mezzi a disposizione, consistono nella tecnica del mappaggio di tutti i nidi presenti; nell’indice di Lincoln ( Seber, 1982 ) o metodo della cattura, marcatura con anellini colorati, ricattura. Saranno presi in considerazione solo i nidi attivi in quanto, come noto, ciascuna coppia sebbene costruisca 3/4 nidi posti anche a breve distanza l’uno dall’altro, ne utilizzi solo uno. I dati così ottenuti portano all’acquisizione di quello che è l’indice di densità media della popolazione degli stessi Corvidi. In base a questi dati si potrà procedere ad eventuali piani di controllo.

di Giuseppe Raimondi Dottore Forestale


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