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Storia di Grisolia

Stemma di Grisolia Parco Nazionale del Pollino

Grisolia

Origine del Nome di Grisolia

Secondo alcuni studiosi il termine Grisolia deriverebbe dal greco Chrousolea o dal latino Chrisena, entrambi significanti oro, e riferibili alla fertilità del terreno, o più suggestivamente a qualche miniera d'oro presente nel territorio in epoca antica.

Nel XVII secolo il nome era Grosolia.

Storia di Grisolia

La presenza umana nel territorio di Grisolia è riconducibile al neolitico, documentata dai ritrovamenti avvenuti nella Grotta della Serra.

In epoca romana, l’area fu interessata da un presidio militare che ne controllava le vie con lo Jonio, che mettevano in comunicazione le due coste attraverso il Varco del Palombaro.

Il territorio di Grisolia fu interessato da alcuni eventi che caratterizzarono l’area tirrenica durante la seconda guerra punica.

A Serra Vecchia fu ucciso il console Tiberio Sempronio Gracc; mentre la Valle dell’Orco, fu teatro di battaglia tra le truppe romane e quelle cartaginesi.

Nell'alto medioevo, Grisolia vide fiorire molte comunità monastiche basiliane, come il monastero di San Nicola e la cappella di Santa Sofia.

Il borgo quasi certamente venne edificato durante le lotte tra longobardi e bizantini, che a lungo si contesero la Calabria.

Dopo il 1300, Grisolia fu feudo di Tancredi Fasanella, nel 1345 passò a Roberto Alagno per matrimonio, nel 1420 a Nicolò Capece Bozzuto, e dal 1445 al 1539 entrò a far parte dello Stato di Bisignano; smembrato quest'ultimo nel 1605, appartenne al napoletano Fabio Bologna, e dallo stesso fu venduta a Orazio Guerra da Celico nel 1609, i cui discendenti la tennero fino al 1663.

Dopo una breve dipendenza dalla casa Brancaccio e dell'Ospedale Sant’Angelo, passò ai Rossi dal 1663 al 1701, agli Ametrano dal 1701 al 1732, e per successione alla famiglia Cavalcanti dal 1732 al 1741. Venne infine acquistata da Pietro Catalano-Gonzaga, i cui discendenti la tennero fino all'abolizione della feudalità, avvenuta con decreto Napoleonico nel 1806.


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