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Storia di Guardia Piemontese

Stemma di Guardia Piemontese

 Borgo Occitano

Guardia Piemontese

La storia di Guardia Piemontese è strettamente legata a quella degli Occitani, che arrivarono in Calabria dal Piemonte tra il XII e il XIII secolo, provenienti soprattutto dalla Val d’Angrogna e dalla Val Pragelato.

Giunsero in Calabria per sfuggire alle persecuzioni in atto nelle valli piemontesi per la loro fede protestante.

Secondo altri studi, il loro arrivo è da datarsi nella prima metà del XIV secolo a causa della mancanza di occupazione determinata dalla sovrappopolazione delle Valli di origine.

Di tutto ciò la gente delle valli piemontesi ottennero regolare "istrumento" confermato dal Re di Napoli Ferdinando di Aragona.

I valdesi, oltre che a Guardia Piemontese allora chiamata La Guardia, per via della torre di avvistamento presente in cima alla collina, si insediarono in altre località della Calabria tra le quali: Montalto Uffugo, Vaccarizzo, San Vincenzo La Costa e San Sisto dei Valdesi

I valdesi di Guardia Piemontese vissero per secoli senza conflitti con le pacifiche comunità circostanti.

Dopo la loro adesione alla riforma protestante avvenuta nel 1532, il cardinale alessandrino Michele Ghislieri futuro papa Pio V, deliberò che venissero annientati sia i valdesi del Piemonte che quelli della Calabria e scatenò così contro di loro una cruenta e terribile persecuzione. 

Il 5 giugno del 1561, la scure della chiesa cattolica si scatenò sul piccolo borgo di Guardia, eseguendo una terribile mattanza di gran parte della popolazione, donne e bambini compresi. I pochi superstiti furono costretti alla conversione forzata, furono aboliti i matrimoni tra guardioli e fu vietato che parlassero l’occitano.

La strage si consumò davanti la porta d’ingresso del paese, che da allora è conosciuta come Porta del Sangue, per la gran quantità di sangue che il popolo guardiolo quel giorno versò come "tributo" della propria fede alla chiesa cattolica.

Una testimonianza diretta dei fatti cruenti di quel sanguinoso giugno del 1561 è contenuta in tre lettere scritte da un abitante di Montalto Uffugo.

Da quel giorno alla popolazione di Guardia fu sottoposta al regime di sorveglianza, per essere certi che i convertiti mantenessero fede, alla loro nuova religione. Molti guardioli preferirono fuggire e trovarono rifugio nelle valli piemontesi, da cui secoli prima erano emigrati i loro antenati, aiutati dalle comunità valdesi del luogo, chi restò dovette sottostare al nuovo regime cattolico.


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