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Storia di Laino Castello

Stemma di Laino CastelloParco Nazionale del Pollino

Laino Castello

Le prime tracce della presenza umana nel territorio di Laino Castello, sono numerosi sepolcri costruiti con grossi blocchi di tufo intonacati di rosso, rinvenuti nel 1812 in località Umari, che però non sembrano avere correlazione con lo sviluppo successivo del centro.

La storia di Laino Castello affonda le sue radici in una comune storia con l’adiacente comune di Laino Borgo.

Molti studiosi concordano che Laino possa essere stato fondato da alcuni abitanti di Lavinium, che abbandonando la costa, preferirono arroccarsi nel cuore del Pollino, piuttosto che seguire altri loro concittadini, che diversamente diedero vita a piccoli centri nell’immediate vicinanze del mare, come ad esempio Scalea e San Nicola Arcella.

Il territorio di Laino, così come l’intera Valle del Mercure, tra l’VIII ed il X secolo fu interessata da una grande migrazione di monaci basiliani di rito greco, in seguito all'editto di Leone III l'Isaurico, che propugnava l'iconoclastia, e alla conquista araba della Siria e dell'Egitto; questi monaci edificarono nel territorio numerose cappelle e lauree basiliane, che ancora oggi a distanza di centinaia di anni sono presenti nella toponomastica del territorio.

Nella prima metà del XIX secolo in località Santo Ianni, nei pressi di quello che sarebbe stato il monastero basiliano di San Joanes di Cuzca, fondato tra il 900 e il 1000, furono scoperti i resti di una chiesa, dipinti, armi e monete.

Sempre nell'alto medioevo furono i longobardi a dare un forte sviluppo all’abitato di Laino, costruendo sul colle San Teodoro il castello, detto Castrum Layni, che divenne poi capoluogo di un importante gastaldato del principato di Salerno.

I primi feudatari di Laino furono i Chiaramonte, che ne conservarono il dominio per tutto il periodo svevo.

Nel XIII secolo Carlo I d'Angiò creò a Laino una piazzaforte militare che venne in seguito migliorata da Carlo II e quindi, ceduta da Carlo III a Ruggiero di Lauria.

Alla morte di Ruggiero, la fortezza e i suoi possedimenti passarono nel 1310 al figlio Berengario, e poi alla figlia Flavia, che la portò in dote al marito Enrico Sanseverino.

Successivamente il castello fu restaurato e fortificato da re Ferdinando I che nel 1488 lo sottrasse ai Sanseverino.

Nel 1496 il capitano spagnolo Consalvo de Cordova espugnò con l'inganno la fortezza, e vinse gli Angioini.

Il borgo passò sotto la dominazione aragonese, e agli inizi del XVI secolo fu ceduto da Federico I al suo consigliere e parente Ferrante de Cardenas, con il titolo di marchese di Laino.

I De Cardenas mantennero il feudo fino all’eversione della feudalità avvenuta nel 1806.

Nel 1529, Laino, per decisione della marchesa Sidonia Caracciolo, vedova di Alfonso De Cardenas, respinse gli attacchi del capitano francese Simone Tebaldi Romano, conte di Capaccio.

Laino Borgo e Laino Castello, fino al XVI secolo furono un’unica entità territoriale denominato semplicemente Laino, infatti nel 1470, era presente un’unica università (comune), la divisione del demanio comunale, invece risale al 4 novembre 1811.

I due Comuni si unirono per la seconda volta l'11 marzo 1928 con il nome di Laino Bruzio, per separarsi nuovamente il 19 ottobre 1947.


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