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Storia di Mongrassano

Stemma Comunale di MongrassanoBorgo Arbëreshë

Mongrassano

Sul periodo esatto della fondazione di Mongrassano non c’è una precisa fonte storica, si presume esistesse già nel  XII secolo come casale con la denominaziona di “Mons Crasanus”, oppure “Mocrasani” o ancora “Montegrassano”. 

Le prime notizie certe affermano che nel 1283 il paese apparteneva a Rostain de Agot; passò poi sotto la giurisdizione del Principe Sanseverino di Bisignano che nel 1459 ne cedettero la giurisdizione civile al vescovo di San Marco.

Alcuni manoscritti citavano la presenza sul territorio del Convento dei Carmelitani soppresso nel 1807 dalle Leggi murattiane, l’edificio è attualmente adibito a sede del Municipio.

Come altri borghi calabresi fu interessato dalla migrazione albanese che tra il XV ed il XVI secolo si riversò nel Regno di Napoli, e in particolare in Calabria, per sfuggire alla dominazione Ottomana.

Nell'area gli albanesi ripopolarono vari casali tra cui Mongrassano e Serra di Leo, che in quel periodo erano due casali separati.

Questa migrazione è dimostrata dal censimento di Charles Le Clerc fatto nel 1521 per conto dell’Imperatore Carlo V, dal quale risulta che i casali di Mongrassano e Serra di Leo avevano rispettivamente 29 e 14 famiglie albanesi, ed è confermato dalla relazione di Marco Antonio Maza di Monteleone del 1543, eseguita su ordine della R. Camera della Sommaria per censire gli albanesi, nella quale si affermava che Mongrassano e Serra di Leo avevano rispettivamente 63 e 16 famiglie.

Il 14 dicembre 1634 il vescovo di Bisignano fece passare i paesi arbëreshë di rito greco-bizantino al rito latino, e tra questi anche Mongrassano e Serra di Leo. 

Nel 1642 Mongrassano fu venduto dai principi Sanseverino ai Gaetani di Sermoneta.

Nel 1750 Tommaso Miceli ottenne il titolo di barone di Serra di Leo e la giurisdizione del feudo.

Nel 1779 Mongrassano risultava essere un comune autonomo.

Durante la conquista francese del Regno di Napoli, molti abitanti di Mongrassano aderirono alla Repubblica Partenopea, partecipando attivamente alla rivoluzione; si narra che un folto gruppo di persone provenienti da Mongrassano e dagli altri paesi arbëreshë dell’area, guidati dal mongrassanese Francesco Sarri, occuparono San Marco Argentano issando in più piazze l’albero della Repubblica. Successivamente, alla riforma di Murat del 1806 sull’eversione della feudalità, nel 1807 Mongrassano divenne Università, sciogliendosi dai vincoli feudali.

Perse l’autonomia nel 1811, quando fu accorpata in qualità di frazione alla vicina Serra di Leo.

Due anni dopo, nel 1813, Mongrassano fu riconosciuto nuovamente come paese autonomo, inglobando, nel 1816, il comune di Serra di Leo. 

L’8 settembre 1905 Mongrassano fu sconvolto da un grande evento sismico, e risultò essere uno dei paesi più colpiti dell’area, anche se fortunatamente non furono riportate vittime, ma diversi rioni dell’abitato furono quasi interamente distrutti.

Scomparsa della lingua arbëreshë a Mongrassano

La tradizioni e la cultura del popolo arbëreshë sono ancora in parte presenti sul territorio, mentre è scomparso da tempo l’uso della lingua albanese. La sua scomparsa sembrerebbe da imputare al barone Miceli di Serra di Leo che non avendo conoscenza della lingua albanese ne proibì l'uso, per essere certo di capire ciò che dicevano i suoi sudditi.


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