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Monte Serramale

Il monte più alto del territorio di Tortora

Monte Serramale

Il Monte Serramale è un monte calabrese di 1274 metri di quota s.l.m. ricadente nel territorio di Tortora, nell’area occidentale del Parco Nazionale del Pollino e quella nord dei Monti dell’Orsomarso.
La montagna è ricoperta quasi interamente da lussureggianti boschi di faggi, misti ad ornielli, lecci, ontani napoletani e aceri d’Ungheria che “rivestono” le valli sottostanti; mentre è completamente spoglio sulla cresta, dove cresce solo sterpaglia e vegetazione di natura erbacea.

Escursione sul Monte Serramale

Il Monte Serramale è il più impegnativo dei monti tortoresi, ed è raggiungibile seguendo un antico percorso segnato nei secoli da pastori ed armenti che conduce fino alla base orientale della cresta.

Il punto d’incontro è il Rifugio di Sant’Elia, da cui facilmente si raggiunge l’area di Cotromolo punto d’inizio del sentiero. Il tragitto si inerpica tra felci, pini neri e profumo intenso di salvia che cresce rigogliosa lungo il crinale della Serra di Cotromolo, la cui vetta raggiunge i 1155 metri di quota; oltrepassata l’area dei pini si attraversano boschi di faggi, in cui non è raro trovare anche ornielli, carpini, aceri d’Ungheria, aceri di monte, abeti e ontani napoletani. Proseguendo lungo il percorso si attraversa la parte alta della Valle Scura, così detta per la poca luce che filtra attraverso gli alti faggi e da questa si passa sotto la Serra di Scarpaleggia, la cui vetta raggiunge i 1212 metri di quota; l’area di Scarpaleggia è ricca di ginepri, lamponi e una varietà di ciliegio selvatico che matura in tarda estate. Oltrepassata Scarpaleggia inizia la salita verso la cresta di Serramale, il cui primo tratto è sicuramente quello più impegnativo che si inerpica lungo il costone orientale, tra rocce e dirupi.
Una volta giunti sul monte si percorrerà tutta la cresta in direzione ovest, passando sul meraviglioso prato verde che ricopre Serramale, fino a giungere ai piedi della cima, da cui inizierà l’ultimo “assalto” che dopo un’intensa salita condurrà sulla vetta a quota 1274 metri.
L’apice del monte è composto da tre cime principali, alte rispettivamente 1274 metri, 1271 metri e 1265 metri.

Panorama dal Monte Serramale

Tutto il percorso di Serramale fatta eccezione per le parti più fitte dei boschi, riserva interessanti e suggestivi scorci panoramici che “sbucano” tra i rami dei faggi e dei carpini, ma senza dubbio è dalla cima che l’occhio si perde tra le vallate e le vette dell’area circostante, dove la monocromia del verde contrasta con l’azzurro del cielo e del mare.
Sul lato nord-ovest si può ammirare la vallata della Melara, fino alle falde del Monte Rossino e da li verso il monte Alpi ed il massiccio del Sirino; ad est si trova il Rossino, mentre a sud-est si intravede perfetto il massiccio del Pollino, con ampia visione del Monte Serra del Prete e di uno "spicchio" del Serra Dolcedorme; tra il Pollino e Gada posta a sud–sud–est si possono ammirare i picchi dell’Orsomarso; a seguire verso ponente si ammira il Monte Rosello, il Curatolo ed il Calimaro, alle spalle dei quali si ammirano la Serra di Cirandeo ed il Massiccio del Monte Ciagola; ad ovest lo sguardo si perde verso la valle della fiumarella di Tortora e da questa verso l’azzurro del Tirreno, interrotto dai monti antistanti come la Cocuzzata di Tortora, che maestosi si alzano dalle valli.
Tra la Cocuzzata e La Desta si possono ammirare verso l’orizzonte i monti della Lucania orientale ed a seguire quelli del Cilento.
Inoltre sono ben visibili i centri di Tortora, Aieta e Trecchina oltre al monumentale Cristo di Maratea.

Flora del Monte Serramale

La Flora del Monte Serramale come citato in precedenza è caratterizzata da alberi d’alto fusto che crescono rigogliosi lungo i crimali, che dalla cresta scendono a valle; tra questi in predominanza crescono i faggi, ma anche carpini, ornielli, lecci, ginepri, aceri d’Ungheria, mentre meno frequenti risultano essere i biancospini, i pruni selvatici e gli abeti. In primavera, il monte si riveste di una livrea molti colore, e non è raro “incontrare” la margherita del Pollino, il semprevivo maggiore, la borracina biancastra, la rosa villosa, la vesicaria oltre a varie specie di cardo e di orchidee.

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