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Storia di Motta Santa Lucia

Motta Santa Lucia

Città del Pane

Motta Santa Lucia (CZ)

Alcuni vogliono Motta Santa Lucia fondata con la denominazione di Porchia, città di cui non sono rimaste tracce, rasa al suolo dalla furia saracena nella metà del X secolo.

L’attuale abitato sorse probabilmente in epoca normanna (come ci suggerisce la stessa denominazione) come luogo fortificato, assumendo il nome di Motta di Porchia.

Nel 1386, Carlo III di Durazzo, concesse Motta di Porchia in feudo a Francesco Scaglione.

Nel 1464 l’abitato fu accorpato nel demanio della Città Regia di Cosenza, compresa nella bagliva di Martirano.

A seguito del catastrofico sisma che colpì l’area nel 1638, Motta Santa Lucia fu completamente distrutta e ricostruita nell’attuale area, dove in precedenza si trovata la frazione Santa Lucia con l’annesso castello andato distrutto, assumendo la denominazione di Motta Santa Lucia

Agli inizi del XIX secolo era uno dei centri principali dell’area del Savuto, il cui territorio confinava con Martirano, Pittarella, Scigliano, Soveria, Serrastretta e Nicastro, comprendendo all’interno oltre il centro di Motta anche i casali di Adami, Aquino, Casenuove, Cenzo, Cernisi, Colla, Liardi, Manuelli, Palinudo, Passaggio, Praticello, Rizzi, Sanberbardo, Stocchi e Tomaini.

Le attività principali di Motta Santa Luciano erano quelle della produzione del lino, della seta e soprattutto delle castagne, inoltre era praticata anche la coltura del grano, del mais e della vite.


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