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Storia di Oriolo

Oriolo

 


L’abitato di Oriolo ha origini molto antiche, nel suo territorio sono stati rinvenuti diversi reperti archeologici.

Nella frazione Gattuzzo sono state ritrovate tombe del III e del IV secolo a.C. e resti di una fattoria; nella frazione Santa Marina sono state portate alla luce tombe risalenti all’età del ferro; nei pressi del Timpone Ceccomarino è stato recuperato un corredo femminile del  IV secolo a.C.

Nel corso della storia medievale è stato indicato con varie denominazioni: Hordeum, Hordeolum, Urizulon, Orzulon, Argilon, Orgiolon, Ordiolo, Oriolo.

Nel settembre del 1117, Mabilia contessa di Oriolo, donò al monastero della SS Trinità di Cava, al suo abate Pietro ed agli altri fedeli, la chiesa di San Pietro di Bragalla, con i casali e tutte le pertinenze che possedeva nell'ambito del territorio di Oriolo.

Con un atto del 24 aprile 1221, Federico II di Svevia donò al convento dei cistercensi di Santa Maria del Sagittario "una grandiosa foresta" nel territorio di Oriolo.

Nel 1246 Oriolo era tenuto in subfeudo da Ruggero De Amicis.

Nel 1265 Oriolo era posseduto da Carlo II d' Angiò.

Nel 1276 contava una popolazione di 1025 abitanti, come si evince dai registri angioini.

Nel 1278 fu infeudato al casato Della Marra, e successivamente passò ai Sanseverino principi di Salerno; nel 1552 entrava a far parte dei possedimenti dei Pignone del Carretto che nel 1558 ottennero il titolo di marchesi di Oriolo, e vi restarono fino al 1806 anno dell’eversione della feudalità.

Nel 1647 fu interessato dalla rivolta scoppiata a Napoli con Masaniello.


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