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Storia di Papasidero

Papasidero

 Parco Nazionale del Pollino


Papasidero

Origine del Nome Papasidero

Oreste Dito lo fa derivare da “Papàs Skidros” antica Scidro, antica città ellenica che assieme a Laos, era stata fondata da Sybaris sul versante tirrenico della Calabria.

Rolhfs, invece, fa riferimento ad un igùmeno presente nella comunità basiliana del luogo e lo deriva da “Papas Isidoros”, prete Isidoro.

Lo storico Enzo Papa, fa notare che un personaggio che avrebbe dato il nome ad una comunità, non sarebbe svanito nel nulla, ma avrebbe lasciato maggiori segni di sè, e avanza questa ulteriore ipotesi: “Io ritengo, con buona pace di Rohfs e dei suoi epigoni, che Papasidero derivi dal bizantino Hapa-siderion, in cui il primo termine è il greco Hapas-hapantos (tutto) e il secondo è una glossa greca, acquisita al latino da Plinio, con il significato di Verbena, Dunque: “Luogo tutto di verbena”; la pianta un tempo era diffusissima in Calabria e pertanto ha dato il nome a questo luogo.”

Storia di Papasidero

La presenza umana nel territorio di Papasidero si perde nella notte dei tempi, come si evince dai ritrovamenti paleontologici del sito della Grotta del Romito.

Successivamente, diversi millenni più tardi, il territorio fu interessato dalla presenza dei monaci basiliani, che dimorarono in questi luoghi, così come quelli delle aree circostanti, tra l'VIII ed il X secolo, in seguito all'editto dell' Imperatore Leone III l'Isaurico, che propugnava l'iconoclastia; e alla contemporanea conquista araba della Siria e dell'Egitto.

Il nucleo originario si vuole fondato intorno al castello, attualmente situato sulla parte alta dell’abitato.
Con molta probabilità vista la posizione geografica, ci fu in epoca longobarda un avamposto a guardia della Valle del Lao, che sorvegliava le carovane che scendevano lungo il fiume, e che da questa primaria costruzione di difesa e/o dal nucleo abitato dei monaci basiliani, si sviluppò in seguito alla conquista normanna il primo nucleo, che qualche decennio più tardi darà vita al borgo.

Del centro di Papasidero si ha notizia per la prima volta in documenti intorno al 1200, in cui è descritto come centro abitato cinto da mura e difeso da un castello.

Fino al XV secolo la popolazione superò di poco le 200 unità, mentre nel XVI secolo ci fu un incremento demografico, probabilmente dovuto allo spopolamento dell’abitato di Mercuri, che nel 1439 fu annesso ad Orsomarso come casale; di conseguenza Papasidero fu elevato ad Università Feudale' (Comune) e la chiesa di San Costantino divenne parrocchia nel 1510.

Nel 1648 gli abitanti raggiunsero le 1148 unità; poi, a causa di crisi agricole ed epidemiche, la popolazione si dimezzò.

Nel 1744 gli abitanti erano 540, ma già nel 1801 Papasidero registrò un notevole incremento demografico raggiungendo le 1845 unità, che divennero 2062 nel 1816.

Salvo la parentesi di appartenenza ai Sanseverino (1354) e Accursio Pappacoda di Napoli (1414), dal XVI e fino al 1722 il paese appartenne sempre alla famiglia Alitto, scesa al seguito di Roberto il Guiscardo durante il periodo Normanno.

Ritornato in beneficio alla Regia Corte, il feudo di Papasidero fu acquistato dagli Spinelli di Scalea, che lo tennero dal 16 Novembre 1724 fino all’eversione della feudalità avvenuta nel 1806.


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