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Storia di Pedace

Stemma di PedaceParco Nazionale della Sila

 


Pedace

Come gli altri centri della Pre Sila Cosentina, quasi certamente anche Pedace sorse verso la fine del X secolo a seguito dell’invasione saracena di Cosenza.

Durante il periodo normanno, Ruggero II elevò Pedace a bagliva annettendogli i casali di Iotta, Serra e Perito.

Il 7 settembre 1539 la chiesa dei SS Pietro e Paolo fu elevata a cattedrale dall’imperatore Carlo V d’Asburgo.

Nel 1621 il paese fu colpito dall'epidemia del mal della canna, un'affezione che colpiva la trachea; la popolazione invocò l'aiuto di San Rocco, santo protettore degli appestati, e gli dedicò una cappella a lato dell'attuale chiesa madre.

Nel 1633 il paese fu colpito da una grande epidemia di peste.

Nel 1638 un terribile terremoto rase al suolo l’abitato.

Nel 1644 Pedace insieme ad altri 82 casali venne acquistato dal marchese Vincenzo Salvati, Granduca di Toscana, passando dall’amministrazione regia demaniale a quella feudale; in contrapposizione a questa nuova forma di governo, Giovanni Barracco inviato in Spagna dall’imperatore chiese ed ottenne per i casali l’annullamento della compravendita.

Nel 1647 il mancato rispetto di quanto ordinato dal re di Spagna qualche anno prima, portò alla ribellione dei casali cosentini che guidati dagli abitanti di Rovito e Pedace, presero d’assalto la residenza del delegato a Celico mettendolo in fuga.

Nel 1806 Pedace fu quasi rasa al suolo dalle truppe napoleoniche.


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