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Cripta di San Marco Argentano

Stemma di San Marco Argentano

 

Cripta Normanna di San Marco Argentano

La Cripta della Cattedrale di San Marco Argentano è l'unico ambito architettonico del suo genere di epoca normanna rimasto indenne, pertanto, costituisce un elemento storico fondamentale di valore assoluto.

La Cripta Normanna fu edificata su un piccolo pianoro come parte integrante della Motta.

E’ una compagine architettonica semi ipogea, il cui lato occidentale è addossato al fianco sovrastante la collina, mentre gli altri tre lati sono delimitati da opere murarie che inglobano il pendio dello sperone roccioso.

La struttura è articolata in quattro campate longitudinali larghe in media 296 centimetri, separate da tre file di plinti. I plinti in totale sono 30 di cui 12 centrali e 18 perimetrali, che nel loro insieme sorreggono 20 volte a crocier,a realizzate in laterizio a sesto rialzato.

Nella cripta sono presenti inoltre due cappelle e quattro absidi, di cui due semicircolari e due quadrangolari.
Alla struttura si accede mediante due scale interne che mettono in comunicazione l’opera con la cattedrale sovrastante, e una porta principale che la mette in comunicazione con l’esterno.

La Cripta Normanna per diversi secoli fu utilizzata come luogo di sepoltura dei vescovi, degli ecclesiastici e dei laici; questo fino alla realizzazione del cimitero. Da quel momento la cripta rimase chiusa per decenni, quasi dimenticata. La svolta e il ritorno alla luce si ebbe nel 1935 per volontà di Monsignor Demetrio Moscati, che fece risistemare la cripta rimuovendo le sepolture e le divisioni interne; aprendo la porta principale e le finestre sull’esterno; risistemando il piano di calpestio, abbassando lo stesso per dare maggiore altezza all’ambiente e rifacendo il pavimento con un nuovo stile, fatto di mattoni disposti a spina di pesce, che si armonizzano con l’ambiente preesistente; e infine creando quattro cappelle con altari per introdurre nel luogo la celebrazione eucaristica. Le nuove sepolture dei vescovi furono disposte nelle nuove cappelle ricavate nello spazio tra le due scale. 

I lavori di restauro hanno messo in luce una realtà architettonica piuttosto complessa, che riapre nuovamente il dibattito riguardo la qualificazione di quest'ambito spaziale, che alcuni definiscono "cripta", altri "soccorpo", altri ancora "sostruzione".
Le diverse ipotesi avanzate, prima e a restauri eseguiti, convergono, sul dato che la Cattedrale che sovrasta la Cripta fu elevata in quel luogo, abbastanza difficile da edificare, per proteggere il Vescovo e i suoi curiali all'interno del perimetro fortificato che cingeva la dimora ducale normanna, ivi stabilita da Roberto il Guiscardo, alla metà dell XI secolo, dopo che il condottiero normanno lasciò Scribla.


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