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Il Feudo dei Sangineto

Stemma di Sangineto

Parco Nazionale del Pollino

Sangineto

Per la prima volta nella storia il nome di Sangineto è menzionato nel Luglio del 1100, quando, il figlio di Roberto il Guiscardo, fece dono all’Abazia di Santa Maria della Matina di San Marco Argentano, tutti i suoi avere e le loro rendite, compreso il Castello di Sangineto.

Durante la dominazione normanna, sveva e angioina, la storia di Sangineto è strettamente legata alla famiglia dei Sangineto, che dopo la prima metà del XII secolo, trasformarono il piccolo borgo nel centro principale del loro Feudo.

Nella massima espansione, il feudo comprendeva i territori a sud del fiume Corvino, che scorre subito a nord dell’attuale centro di Diamante, fino al lato nord del torrente Bambagia, che scorre nell'attuale territorio di Bonifati, presso Cittadella del Capo; inglobando del tutto o in parte gli attuali territori di Sangineto, Belvedere Marittimo, Diamante, BonifatiBuonvicino e Sant'Agata di Esaro.

Sangineto fu il centro principale del Feudo per circa un secolo, fino al 1287, quando Ruggero Sangineto decise di restaurare il castello distrutto da Drogone d'Altavilla a Belvedere Marittimo, e di trasferire la propria residenza.

Nei secoli successivi, Sangineto passò prima alla famiglia dei Sanseverino, poi, agli inizi del XVII secolo a quella dei Maiorana, e nel secolo successivo alla casa dei Firrao.

Nel 1848 una spaventosa piena del torrente Sangineto aggravò la già precaria situazione economica, caratterizzata da attività agricole poco redditizie; ancor oggi con una processione si ricorda l'evento.


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