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Itali

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Gli Itali furono un antico popolo della Calabria, stanziato nell’attuale area della regione a sud dell’istmo che separa l’attuale Golfo di Squillace da quello di Sant’Eufemia.

Erano discendenti del mitico re Italo, vissuto secondo il mito, sedici generazioni prima della guerra di Troia; considerando che una generazione indicativamente si attestava intorno ai 27 anni, e visto che la Guerra di Troia fu combattuta intorno al 1250 a.C., secondo il mito, Italo visse nel 1682 a.C. 

Secondo altre tradizioni, gli Itali si richiamavano alla parola Vitulus, vale a dire vitello.
Una leggenda narra che, mentre Eracle riportava a Gerone la sua mandria, attraversando il territorio dell’attuale Calabria, gli fuggì un vitello; quando l’eroe seppe che nella lingua locale quel capo di bestiame portava il nome di vitulus, dette il nome di Vitelli a quel popolo e di Vitalia a tutta la terra che loro abitavano. 

Italo re degli Itali

Tucidite scriveva della Calabria “Quella regione fu chiamata Italia da Italo, re arcade”;

Aristotele (Politica, VII, 9, 2) scriveva: “Divenne re dell'Enotria un certo Italo, dal quale si sarebbero chiamati, cambiando nome, Itali invece che Enotri. Dicono anche che questo Italo abbia trasformato gli Enotri, da nomadi che erano, in agricoltori e che abbia anche dato ad essi altre leggi, e per primo istituito i sissizi. Per questa ragione ancora oggi alcune delle popolazioni che discendono da lui praticano i sissizi e osservano alcune sue leggi“;

Aristotele (Politica, VII, 10, 2-3) scriveva: ”Italo, re degli Enotri, da lui in seguito presero il nome di Itali e Italìa l'estrema propaggine delle coste europee delimitata a Nord dai golfi [di Squillace e di Sant’Eufemia], di lui dicono che abbia fatto degli Enotri, da nomadi che erano degli agricoltori stabili, e che abbia imposto loro nuove leggi, istituendo tra l'altro per primo le sissizie”;

Antioco di Siracusa nel V secolo a.C. scriveva: “L'intera terra fra i due golfi di mari, il Nepetinico [Sant’Eufemia] e lo Scilletinico [Squillace], fu ridotta sotto il potere di un uomo buono e saggio, che convinse i vicini, gli uni con le parole, gli altri con la forza. Questo uomo si chiamò Italo che denominò per primo questa terra Italia. E quando Italo si fu impadronito di questa terra dell'istmo, ed aveva molte genti che gli erano sottomesse, subito pretese anche i territori confinanti e pose sotto la sua dominazione molte città”. 

Origini degli Itali

Il popolo degli Itali, era un popolo autoctono della Calabria, e nonostante indirettamente abbia dato il nome a tutte quelle genti di stirpe Osca, non ebbe con questi una comune origine e non è da considerare un popolo italico, ma un popolo pre-italico, in quanto presente già da secoli prima dell’arrivo dei Lucani e dei Brettii e prima ancora dei Greci. Secondo alcune teorie è da considerare come un popolo indeuropeo come gli italici, secondo altri no. 

Abbandono della Calabria

Tucidide (Storie IV,2 ) identifica gli Itali con i Siculi è scriveva: “I Siculi passarono in Sicilia dall'Italia - dove vivevano - per evitare l'urto con gli Opici. Una tradizione verosimile dice che, aspettato il momento buono, passarono su zattere mentre il vento spirava da terra, ma questa non sarà forse stata proprio l'unica loro maniera di approdo. Esistono ancor oggi in Italia dei Siculi; anzi la regione fu così chiamata, "Italia", da Italo, uno dei Siculi che aveva questo nome. Giunti in Sicilia con numeroso esercito e vinti in battaglia i Sicani, li scacciarono verso la parte meridionale ed occidentale dell'Isola. E da essi il nome di Sicania si mutò in quello di Sicilia. Passato lo stretto, tennero e occuparono la parte migliore del paese, per circa trecento anni fino alla venuta degli Elleni in Sicilia; e ancor oggi occupano la regione centrale e settentrionale dell'isola.”


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