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Timpa del Diavolo di Malvito

Timpa del Diavolo di Malvito

La Timpa del Diavolo è un’enorme figura mitologica “scolpita” nella roccia, situata nell’omonima collina del territorio di Malvito, che, come suggerisce la stessa denominazione rappresenta il volto del diavolo.

Non esiste una documentazione certa sull’origine della figura, ne a che periodo sia riconducibile, allo stesso modo non si è certi se è stata scolpita da mano umana o sia frutto dello “scalpellino” di madre natura, ne tantomeno si sa cosa raffiguri con esattezza, poiché nonostante per molti secoli sia stata accostata alla figura del diavolo, è probabile che se la realizzazione sia precedente all’avvento del cristianesimo, possa essere stata realizzata come raffigurazione di un dio preolimpico e/o precristiano, come ad esempio le divinità dei boschi mezzi uomini e mezze bestie conosciute come dio cornuto (Pan, Herne il cacciatore, Osiride, Pashupati e Fauno).

Oggi il volto della figura è in parte crollato, ma fino agli anni ’70 si presentava ancora integro, come ricordano gli anziani del luogo, che dalla montagna per recarsi a Malvito erano soliti passare dalla Timpa del Diavolo, ma qualora giungesse il calar della notte prima del passaggio, nessuno si avventurava verso la Timpa, piuttosto preferivano allungare di molto il tragitto prendendo un'altra stradina (Carrùalu).

Durante il medioevo, la Timpa del Diavolo era adibita a riti "particolari", come dimostrano i simboli sessuali scolpiti nella pietra ancora evidenti.

Per secoli Malvito è stato definito il paese delle Megere per il culto legato alla stregoneria e per i riti di natura satanica e la preparazione di filtri.

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