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Re Niliu

Grotta di Re NiliuNarra una leggenda, che un tempo a Tiriolo visse un Re di nome Niliu, al cui nome ancora oggi si richiama una grotta dritta a cunicolo, che dal centro del crinale si perde nelle viscere del monte Tiriolo.

Un giorno Re Niliu si invaghì di una giovane popolana di umili origini, ma purtroppo, il loro amore non fu ben visto dalla famiglia reale, soprattutto dalla madre del giovane Re, che cercò di contrastare la loro unione in ogni modo.

Ma nonostante la contrarietà della madre, i due giovani desiderosi di coronare ugualmente il loro sogno d'amore, decisero di fare una fuga d’amore, e così fecero.  

Durante la fuga la giovane fanciulla rimase incinta e dopo la nascita del bambino, Re Niliu sperò in una riconciliazione con la madre, che nonostante la nascita del nipote, non placò la sua ira, anzi peggiorò ed inviò una maledizione al figlio, affinché si sciogliesse come cera al sole, quando sarebbe stato illuminato dalla luce del giorno! 

Così per via della maledizione, il giovane Re Niliu, fu costretto a rifugiarsi nell'antro dal lungo cunicolo, durante tutte le ore diurne. Dalla grotta poteva uscire solo durante la notte, per recarsi presso la foce del fiume Corace, dove risiedeva la sua famiglia, per così incontrare la propria amata ed il piccolo figlio.

Per avvisare il re dell'incombere del giorno, fu messo a guardia nei pressi della casa un gallo, che ai primi bagliori della luce, con il suo canto avvertiva il re che era ora di far ritorno alla grotta.

Con questo stratagemma, la storia d'amore, tra il re e la fanciulla, se pur molto travagliata andò avanti per molto tempo, fin quando le fate, decisero di non far cantare più il gallo.
E nel giorno stabilito dalla fate, così avvenne, ed il gallo non cantò!

Il giovane re, sorpreso dall'alba, quando era ancora alla foce fiume Corace presso la casa dell'amata, cerco in tutta fretta di rientrare nella grotta, ma i raggi del sole avendolo sorpreso lungo il percorso, iniziarono a scioglierlo come cera così come ordinato dalla maledizione della madre!

Mentre il povero re si scioglieva, cercando di far ritorno frettolosamente alla grotta, in preda alla disperazione, mentre il suo fedele servo gli chiedeva a chi avesse lasciato tutti i suoi averi, lui rispose in modo precipitoso, al diavolo. E così il diavolo non si fece attendere e prese tutti gli avere di Re Niliu, per trascinarli nelle viscere della terra. Nel trascinarli, li divise in tre gruzzoli, uno di oro, uno d'argento ed uno di bronzo.

Ancora oggi, narra la leggenda, che gli aver del re sono custoditi dalla terra del monte Tiriolo, ma nessuno, per paura del diavolo, osa cercarli! 


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