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Sirena Ligea

Sirena Ligea

Le sirene erano divinità marine della mitologia greca, figlie del dio fluviale Acheloo, considerate minacce pericolose per i marinai, che allettati dal loro canto, perdevano il controllo delle loro navi, per fare naufragio sugli scogli, dove le sirene divoravano i malcapitati.

Diversamente da quanto le si immagina nella cultura odierna, descritte come creature metà donne e metà pesci, in realtà le sirene della mitologia greca erano rappresentate con il busto di donna  ed il corpo e le ali di uccello, simili per certi versi ad altre creature del mito greco antico, le arpie.

La leggenda dice che, compagne di giochi di Persefone, per non aver salvato dal rapimento da parte di Plutone la figlia di Demetra, furono da questa trasformate in sirene.

Secondo la leggenda, la  Sirena Ligea, la più piccola di queste divinità, come le sue consorelle subì un tragico destino. Decisa a morire, si affidò al mare in tempesta da cui si fece trasportare senza opporre resistenza finché arrivò al Golfo di Sant’Eufemia.

Fu trovata morta dai marinai sulla riva dell’Okinaros, dove fu sepolta. Su una piccola isola formata da materiale ghiaioso trasportato durante le alluvioni fu eretto un gran monumento in suo ricordo. L'antico fiume Okinaros altro non è che l'attuale fiume Bagni, la cui foce a quell’epoca molto frastagliata era circondata da una vegetazione molto fitta.

“O viandante, se vorrai conoscere il percorso della Sirena Ligea che sarà spinta dai flutti a Terina...

I Faleri la seppelliranno nelle arene del lido contiguo ai vortici dell’Okinaros dove era anche il sepolcro del Marte dalle corna di bue, dovrai attraversare la via Traiana, raggiungere Terina dal Golfo Terineo o Lametino...”

La sirena Ligea è raffigurata in varie monete di Terina: in alcune è seduta su un cippo mentre gioca con una palla lanciata con la mano destra, in altre riempie un’anfora con l’acqua che esce dalla bocca di un leone.


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