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La Bambina Destino

Bambina DestinoLa Leggenda della Bambina Destino, è una delle leggende calabresi sul destino, in cui lo stesso viene presentato sotto sembianze antropomorfe.

La leggenda della Bambina Destino, tramandata soprattutto nelle aree montane della regione, narrava come il destino di ogni uomo fosse segnato già dal momento della nascita, proprio per volontà del destino, a cui nessun uomo o donna poteva sottrarsi. 

Una volta c’erano un marito e una moglie. Il marito ogni giorno andava in campagna, mentre la moglie restava a casa a lavorare.

Un giorno l’uomo vide nelle campagne una bambina seduta su una pietra e le disse: “Perché sei qui? Ti sei forse persa?”.
La bambina non rispose.
“Oh, poveretta!” esclamò l’uomo, “sei anche muta…”.
Era il tramonto e l’uomo pensò di non lasciare la bambina sola nella notte. La prese in braccio e la portò a casa.
Quando arrivò a casa, alla moglie che lo interrogava disse: ”Ho visto questa bambina e le ho domandato che cosa faceva seduta su quella pietra. Non mi ha risposto perché credo sia muta”.
L’uomo e la donna offrirono amorosamente da mangiare alla bambina, ma lei non volle mangiare.
Le parlavano e non rispondeva. Alla fine la lasciarono e se ne andarono a dormire. 

Verso mezzanotte si sentì un gran rumore e subito si udì una voce che diceva:
“Oh, pianeta il più grande!”
“Cosa vuoi?”, rispose la bambina.
“Partorì la mugnaia”, disse la voce.
“E che fece?”, domandò la bambina.
“Femmina”, rispose la voce. “Cosa ha da essere?”
“Malafemmina”, rispose la bambina.
Dopo qualche minuto la voce esclamò:
“Partorì la regina”.
“E che fece?” domandò la bambina.
“Maschio”, rispose la voce. “Cosa ha da essere?”
“Sarà ammazzato”, disse la bambina.

Tornò nuovamente la voce e le disse che aveva partorito un’altra donna. E a ogni nato la bambina assegnava il suo destino.

A un tratto la casa tremò come quando viene il terremoto, e la bambina si recò dall’uomo che l’aveva portata in casa.
Con voce squillante disse: “Io sono il Destino, e ti potrei inabissare ma per questa volta non lo farò. Guardati però dal levarmi da dove mi troverai domani. Tienilo a mente per il tuo bene. Quando ti capita di vedermi, girati dall’altra parte. Ora prendimi, portami dove mi hai trovata e mettimi seduta su quella pietra in campagna.
Guai a te se sbagli! Pensaci, pensaci. Io sono il Destino”.


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