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Isola di Dino di Praia a Mare

Praia a MareParco Nazionale del PollinoBandiera BluBandiera Verde Spiagge

Isola di Dino

L'Isola di Dino è la maggiore delle isole calabresi, immersa nelle acque meridionali del Golfo di Policastro di fronte la località Capo d'Arena, in uno stupendo contesto naturale del territorio di Praia a Mare.
Si estende su una superficie di cinquanta ettari circa con un’altitudine massima di 100 metri s.l.m.
Ha fianchi con strapiombi alti oltre 80 metri, in alcuni punti piuttosto scoscesi, dove la lenta ma inesorabile erosione delle acque ha dato vita a molte grotte naturali, alcune delle quali di estrema bellezza.

La prima delle grotte alla destra del molo dell'isola è la Grotta del Monaco; a poco distanza c'è la grotta delle Sardine, così denominata per la grande quantità di sardine presenti; all'estremità dell'isola c'è la grotta del Frontone, tra le più suggestive per la presenza di interessanti stalattiti; cinquanta metri dopo c'è la grotta delle Cascate, che prende la denominazione dalle acque presenti nell'interno; proseguendo intorno all'isola, sul fianco meridionale si trova la più bella tra le grotte emerse, la Grotta Azzurra; infine proseguendo verso la riva c'è la grotta del Leone, che prende il nome da uno scoglio a forma di leone disteso, che si trova nel suo interno.
Sotto la superficie delle acque, con un'apertura posta a diciotto metri di profondità c'è la grotta Gargiulo.

La vegetazione dell'Isola di Dino è la tipica macchia mediterranea, di cui è principe il mirto, inolte si possono trovare numerose piante rare come la palma nana, il talittro calabro, il garofano delle rupi (Dianthus rupicola), e l'endemica Primula di Palinuro (Primula palinuri), presente in alcune colonie sulle pareti calcaree esposte a nord e a nord-est dell'isola.

La fauna dell'Isola di Dino comprende varie specie di uccelli migratori, oltre ad una popolazione di gabbiani che nidificano sulle scoscese falesie;  segnalata anche la presenza di alcuni rapaci, popolazioni di roditori e di rettili.
Immergendosi nelle profondità si possono ammirare le castagnole, le murene, i polpi e al disotto dei venti metri sono presenti delle meravigliose praterie di Gorgonie (Paramuricea clavata) che superano il metro di altezza e si estendono per alcune centinaia di metri, scoperte da Enirco e Rosaria Gargiulo, che nel 1990 ne segnalarono l'esistenza con un articolo pubblicato sulla rivista "Il Subacqueo".
Esemplari analoghi si trovano nei fondali dell’isola di Medas in Spagna, di Tavolara in Sardegna e Portofino.

Le ipotesi sull'etimologia del nome sono molte, una di queste fa risalire la denominazione Dino alla presenza di un antico tempio (aedina) dedicato a Venere, anche se l'ipotesi più accreditata è quella che fa derivare il nome dall'etimo greco antico "deinos", che significa pericoloso o terribile, in quanto nei secoli antichi era un punto pericoloso per i naviganti.

Dove si Trova

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