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Storia di Rovito

Motta di Rovito

Rovito (CS)

Come molti altri borghi del cosentino anche Rovito probabilmente sorse a seguito dell’invasione saracena di Cosenza.

Nel 1644 insieme ad altri 82 casali cosentini venne acquistato dal marchese Vincenzo Salvati, Granduca di Toscana, passando dall’amministrazione regia demaniale a quella feudale; in contrapposizione a questa nuova forma di governo, Giovanni Barracco inviato in Spagna dall’imperatore chiese ed ottenne per i casali l’annullamento della compravendita.

Nel 1647, il mancato rispetto di quanto ordinato dal re, portò alla ribellione dei casali cosentini che guidati dagli abitanti di Rovito e Pedace, presero d’assalto la residenza del delegato di Celico mettendolo in fuga.

Nel 1656 il centro fu colpito da una grave epidemia di peste che si diffuse soprattutto nel piccolo borgo di Motta di Rovito.

Nel 1753 l’area dei casali cosentini fu colpita da una grande carestia e Rovito fu uno dei centri più colpiti.

Durante l’occupazione francese avvenuta tra il 1806 ed il 1814, i rovitesi si schierarono contro le truppe occupanti che di contro gli attribuirono l’appellativo di brigands.

Il 25 luglio 1844 nel Vallone di Rovito furono fucilati Attilio ed Emilio Bandiera, insieme ai loro compagni Giovanni Venerucci, Anacarsi Nardi, Nicola Ricciotti, Giacomo Rocca, Domenico Moro, Francesco Berti e Domenico Lupatelli, autori del moto d’insurrezione per l’unificazione d’Italia.


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