
TOMMASO CORNELIO
Tommaso Cornelio nacque a Rovito, al tempo casale di Cosenza, nel 1614, da Scipione Cornelio e Vittoria Guzzolino.
Fu filosofo, medico, letterato e latinista d'eccezionale valore; Gianbattista Vico lo definì "latinissimo". *1
- *1 Fonte: www.treccani.it
- La Vita
- L'Orgoglio di Appartenenza
- L'Accademia degli Investiganti
- I Contrasti
- L'Opera Magna: Prgymnasmata Phisica
- Le Altre Opere
LA VITA DI TOMMASO CORNELIO
Tommaso Cornelio fu protagonista, nell'area meridionale, della rivoluzione scientifica del XVII secolo. *2
Studiò medicina a Roma e, grazie ai numerosi contatti con gli ambienti culturali italiani, la sua preparazione si svolse nella prospettiva della tradizione galileiana e del naturalismo di Telesio e Campanella, di cui era erede il suo maestro Marco Aurelio Severino. *2
Contribuì alla fortuna di Dante nel '600, con un'opera dalle modeste proporzioni, ma di notevole significato: la traduzione in versi esametri, di sapore prevalentemente virgiliano, del canto XIII dell'Inferno. *1
Insegnò a Napoli matematica e, successivamente, medicina teoretica. *2
A lui si deve l'introduzione dell'opera di Cartesio e di Gassendi a Napoli. *2
Pubblicò, nel 1663, i Prgymnasmata phisica, opera che raccoglie la sintesi di un'ampia ricerca scientifica e teorica. *2
- *1 Fonte: www.treccani.it
- *2 Fonte: www.imss.fi.it
L'ORGOGLIO D'APPARTENENZA
Tommaso Cornelio ebbe per un temperamento fiero e critico verso chi non valorizzava i talenti locali.
La sua celebre frase: "Mi dolgo di molti dei nostri, i quali ignorando i propri tesori, li ammirano poi nelle opere prodotte dagli stranieri", riflette il suo rammarico per la fuga di cervelli e idee dalla sua terra. *1
- *1 Fonte: www.oresteparise.it
L'ACCADEMIA DEGLI INVESTIGANTI
Se Rovito fu la culla, Napoli fu il palcoscenico dove Tommaso Cornelio espresse il suo massimo potenziale.
Nel 1650, insieme a personalità del calibro di Leonardo Di Capua e Francesco D’Andrea, fondò l'Accademia degli Investiganti. Questa istituzione non fu un semplice circolo di dotti, ma il primo vero avamposto della modernità scientifica nel Regno di Napoli. Sotto la sua guida, l'Accademia si impose l'obiettivo di "investigare" la natura, rifiutando il principio di autorità aristotelico e abbracciando il metodo sperimentale.
Portò una sintesi audace: l'eredità del naturalismo calabrese di Bernardino Telesio, unita alle nuove scoperte di Cartesio e Gassendi.
In questo ambiente, promosse l'uso del microscopio e le dissezioni anatomiche, trasformando la medicina in una scienza basata sull'osservazione dei fatti e non sulla ripetizione di testi antichi. Nonostante le forti opposizioni dei settori più conservatori e del clero, l'Accademia degli Investiganti divenne il punto di riferimento per l'Europa colta, dimostrando che il Mezzogiorno d'Italia era al centro della Rivoluzione Scientifica.
- Fonti:
- Maurizio Torrini, Tommaso Cornelio e la ricostruzione della scienza, Napoli, 1977. (Fonte fondamentale per il ruolo di Cornelio nell'Accademia).
- Max H. Fisch, The Academy of the Investigators, in "The Renaissance Theory of Love", 1953. (Per l'inquadramento internazionale dell'istituzione).
- Nino Cortese, voce "Tommaso Cornelio" in Dizionario Biografico degli Italiani (Volume 29, 1983). (Per i dettagli sulla fondazione e i membri).
- Giambattista Vico, Autobiografia. (Vico descrive l'eredità lasciata dagli Investiganti e l'influenza di Cornelio sulle generazioni successive).
I CONTRASTI CON I GESUITI
Durante la sua permanenza a Napoli non ebbe vita facile.
La sua personalità di innovatore radicale rifiutava il principio di autorità, per questo entrò in forte polemica con i Gesuiti del Collegio Massimo di Napoli, che difendevano la fisica aristotelica, e li sfidò non solo sul piano scientifico, ma anche su quello metodologico; sostenendo che la teologia non dovesse interferire con la fisica. Per questo motivo, le sue opere e quelle degli "Investiganti" finirono spesso sotto la lente dell'Inquisizione. *1
- *1 Fonte: Maurizio Torrini, Tommaso Cornelio e la ricostruzione della scienza, Napoli, 1977.
L'OPERA MAGNA: PROGYMNASMATA PHYSICA (1663)
Prgymnasmata phisica è il suo capolavoro assoluto, pubblicato a Venezia nel 1663 e successivamente riedito in diverse città europee, come: Francoforte e Lipsia.
L'opera racchiude sette esercitazioni (proginnasmi) che spaziano dall'anatomia alla meteorologia.
In quest'opera, introduce formalmente nel Regno di Napoli il pensiero di Cartesio e Gassendi, cercando di spiegare i fenomeni naturali e biologici attraverso l'atomismo e il meccanicismo. *1
L'edizione postuma, del 1688, incluse anche il trattato De sensibus.
- *1 Fonte: Catalogo del Museo Galileo.
LE ALTRE OPERE DI TOMMASO CORNELIO
Tra le altre opere di Tommaso Cornelio, si segnalano:
De vi dertiva (1648): un trattato sulle febbri e sulla medicina teoretica, frutto delle sue lezioni napoletane;
Lettere scientifiche: molte delle sue scoperte e riflessioni circolavano sotto forma di epistole scambiate con i maggiori scienziati dell'epoca, come Marcello Malpighi e i membri della Royal Society.
Discorsi accademici: interventi tenuti presso l'Accademia degli Investiganti, dove difendeva il metodo sperimentale contro la tradizione aristotelica.
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