
IL SERPENTE NERO DELLA CALABRIA
Il Biacco Carbonaro (Hierophis viridiflavus carbonarius) è il serpente nero presente in Calabria.
È una sottospecie tipica del sud Italia con una colorazione completamente nera da adulto.
Il nome dialettale calabrese è cursuri, curzune, curzune niguru, scurzoni, scurzuna, scurzuni nivuru e serpa nivura.
COSA FARE QUANDO SI INCONTRA UN BIACCO

Coppia di Biacchi Carbonari della Calabria
Il Biacco Carbonaro è un serpente innocuo, poiché privo di veleno. *1
Come tutti i colubri, il biacco è un serpente molto schivo che tende a fuggire o a nascondersi in un anfratto alla presenza di essere umani, ma può reagire se infastidito.
- *1 Fonte: Rettili e Anfibi d'Europa di Axel Kwet
DESCRIZIONE DELLA BIACCO CARBONARO

Coppia di Biacchi Carbonari durante la fase dell'accoppiamento
Il Biacco Carbonaro da adulto raggiunge normalmente la lunghezza di 120 o 130 centimetri, con eccezioni che possono arrivare fino ai due metri; in Calabria è stato ritrovato un esemplare lungo addirittura 3,10 metri. *2
Si tratta di un rettile terricolo, ma all'occorrenza è in grado di salire su cespugli, pergole e arbusti. *1
La specie va in letargo da ottobre a marzo e si accoppia tra aprile e maggio *1, talvolta anche in giugno.
La femmina depone in genere dalle 5 alle 15 uova; i piccoli una volta nati misurano circa 20 cm. *1
Spesso, i piccoli, avendo una livrea completamente diversa dagli adulti, vengono erroneamente scambiati per piccole vipere.
- *1 Fonte: Rettili e Anfibi d'Europa di Axel Kwet
- *2 Fonte: Etnofauna in Calabria di Antonella, Carmine e Raffaele Lupia.

Giovane esemplare di Biacco
CREDENZE POPOLARI SUL BIACCO IN CALABRIA
In Calabria esistevano in passato molte credenze legate a questo splendido animale.
Una credenza diffusa nel nord della regione voleva che il serpente si immobilizzasse se toccato con una canna.
Un'altra credenza popolare vuole che alla vista di un biacco, in alcune aree della Calabria di qualunque serpente, si invocasse gridando San Paolo; a Tortora c'è un antico detto che recita: "nun dici San Paulu si nu re vista la serpa (non dire San Paolo se non hai visto il serpente)".
In alcune aree della Calabria si narra dei cursurnari, gli incantatori di serpenti, che tracciando un cerchio con un bastone richiamavano i biacchi con apposite parole *1. I serpenti, una volta giunti, si avvicinavano all'incantatore senza mai oltrepassare il cerchio *1. In altre aree della regione, i serpenti giravano intorno al cerchio seguendo le parole dell'incantatore.
- *1 Fonte: Etnofauna in Calabria di Antonella, Carmine e Raffaele Lupia.
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