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Storia di Briatico

Stemma di Briatico

Tradizionalmente Briatico si ritiene sia stata fondata da greci di Locri Epizefiri.

Ai greci si susseguirono i romani, ma, la prima collocazione certa dell’esistenza del centro di Briatico è riconducibile al periodo normanno, quando per la prima volta viene citato il nome di Euriatikon nella bolla della fondazione della diocesi di Mileto.

Durante il periodo feudale l’abitato appartenne a Niccolò de Trayna, ricevuta nel 1269 dal re Carlo I d'Angiò.

Dal 1278 e fino al 1304 fu di Adamo d'Elmis, a questo seguirono Gilberto de Santillis, Leone da Reggio, gran siniscalco del Regno di Napoli, e sua figlia Sibilla che andata in sposa a Pietro III Ruffo conte di Catanzaro, gli portò in dote alcuni feudi e tra questi Briatico.

Ai Ruffo di Catanzaro restò fino al 1404, quando, per le ribellioni al sovrano Nicolò Ruffo fu spodestato da re Ladislao che vendette Briatico a Rinaldo d'Aquino barone di Castiglione.

Dai d'Aquino il borgo andò ai Ruffo di Montalto per passare poi a Marino Marzano che lo tenne fino al 1464 e successivamente a suo genero Leonardo di Tocco che lo detenne per soli tre anni.

Il 1494, data riportata sotto lo stemma cittadino in cifre romane, è l'anno in cui Briatico diventerà città libera governata da un sindaco.

Nel 1496 il feudo fu concesso agli spagnoli de Castro Bisbal che vi ottennero il titolo di conti, Con loro iniziò un periodo di maggiore stabilità del dominio che si protrasse fino alla fine del '500, quando, estinta questa casata, il feudo passò ai Pignatelli di Monteleone, famiglia che governò su Briatico fino all'eversione della feudalità, avvenuta 1806. 

Terremoti di Briatico

Lungo la sua plurisecolare storia, il territorio di Briatico ha conosciuto numerosi eventi sismici che hanno messo a dura prova gli abitanti del luogo, causando la completa distruzione del centro abitato nel 1783.

Il primo sisma di grande entità riportato nell’area avvenne il 17 marzo del 1638 e provocò ingenti danni alle abitazioni, e lo stesso accadde il 5 e il 6 novembre del 1659. 

Il terremoto del 5 febbraio 1783 rase al suolo la Briatico, causando molte vittime.

Il 4 aprile dello stesso anno, i 925 briaticesi sopravvissuti si riunirono sulla spiaggia nei pressi della torretta di avvistamento, detta La Rocchetta e durante l'assemblea presieduta da Luigi Lieto, giudice della città, proposero di ricostruire il centro abitato in contrada San Giovanni, proprietà del duca Ettore Maria Pignatelli. Quest'ultimo, fece abbattere una gran parte delle vigne che si estendevano sulla contrada per rendere edificabile la zona, ordinò, inoltre, la costruzione di otto baracconi destinati alle famiglie più povere e fornì il materiale per l'edificazione delle case. I tecnici progettarono una pianta ortogonale orientando gli apici della città verso i punti cardinali; tecnica pensata per evitare altri disastri in caso di terremoti futuri.

Nel 1812, Briatico divenne capoluogo di circondario con giurisdizione su Triparni e Vena Superiore, e dal 1816 anche su Zungri.

Il mandamento fu poi soppresso il 30 marzo del 1890. 

Un altro violento terremoto nel 1905, mise a dura prova Briatico causando ancora danni e paura. 


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