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Storia di Tropea

Stemma di Tropea

Vele Guida Blu

Tropea (VV)

Origine del nome Tropea

Il nome  di Tropea potrebbe avere un'origine greca, forse a causa dell'erezione di tropaia (trofei) in punti ben in vista dal mare in onore di Zeus Tropaìos.

Secondo altri, invece, il nome deriverebbe da Triunphum, denominazione data alla città dal suo fondatore per celebrare una vittoria.

Infine un’altra ipotesi farebbe derivare il nome da tropia o trupia, denominazione data alle forti tempeste che avvengono in Calabria soprattutto nel periodo estivo. 

Storia di Tropea

Le prime tracce della presenza umana nel territorio di Troepa risalgono all’età del bronzo medio e la prima età del ferro, tra il XVI ed il IX secolo a.C. con ritrovamenti anche di elementi che riconducono al popolo degli Ausoni che probabilmente dimorarò in epoca arcaica nei pressi dell’attuale vallone dell’Annunziata.

In epoca successiva, Tropea, fu frequentata da popolazioni di stirpe greca, italica e brettia, come dimostrano le 21 tombe di IV sec. a.C. rinvenute in località Contura.

Una leggenda vuole che il suo fondatore sia stato Eracle di ritorno dalla penisola Iberica.

In epoca romana, come descrive lo storico greco Strabone, nell’area di Tropea era presente il Porto di Ercole che doveva trovarsi presumibilmente nell’attuale spiaggia di Formicoli, attualmente nel territorio di Ricadi.

La prima comparsa del termine Tropea su di un documento ufficiale è legato ad una lettera pontificia del 559 di papa Pelagio I. Tropea appare indicata infatti come Trapeiana massa dell'ager Vibonensis. Sempre da questa lettera pontificia si evince che i primi abitanti del luogo (Dulcitia e Clarentius) fossero servi agricoli di una chiesa calabrese.

Nel 649 Tropea aveva il suo vescovo titolare e residenziale e ciò significa che era già munita delle fortificazioni necessarie per garantire protezione al presule, edificate sull'originaria cinta muraria innalzata dal generale bizantino Belisario.

Nel 680 il vescovo tropeano Teodoro partecipò al sinodo romano.

Nel 732-733 le diocesi calabresi passarono alla sovranità imperiale del patriarcato di Costantinopoli.

Al II concilio di Nicea del 787 partecipò anche il vescovo Teodoro II di Tropea, e questo testimonia la subordinazione della città al patriarca d'Oriente. 

Nel corso dei secoli, Tropea, seguì il corso della storia calabrese e fu un dominio bizantino, normanno, angioino ed aragonese, e proprio grazie a quest’ultimi, per la fedeltà dimostrata, divenne città demaniale e quindi non sottoposta a feudatari.

Alla Regia Città di Tropea furono annessi tutti i borghi limitrofi in qualità di casali, i 24 casali, fino all'eversione della feudalità.


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