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Maiolica della Casa del Brigante Giuseppe Necco a Scalea

GIUSEPPE NECCO

Giuseppe Necco, noto anche come il Brigante Necco, fu un "brigante politico" impegnato nella lotta filoborbonica contro le truppe di occupazione francese del Regno di Napoli.

Nacque a Scalea, probabilmente nel 1776, dove si trova tutt'ora la casa.

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LA LOTTA ANTIFRANCESE

Su indicazione di don Biagio Rinaldi, parroco della Chiesa di Santa Maria d'Episcopio di Scalea, Giuseppe Necco si arruolò nelle truppe del cardinale Fabrizio Ruffo nella lotta antifrancese per la liberazione del Regno di Napoli.

Don Biagio Rinaldi fu una figura di spicco nella lotta antifrancese, secondo alcune descrizioni portava in una mano una carabina intarsiata in argento e nell'altra la croce. Organizzò una banda partigiana nella lotta antifrancese composta da 500 uomini e 2 cannoni, operando lungo la costa tirrenica cosentina, tra Paola e Tortora, e *1 nella Valle del Lao, nei territori di Santa Domenica Talao, Papasidero, Orsomarso e Verbicaro. *2

Giuseppe Necco, allievo e aiutante di don Biagio Rinaldi, fu tra i più accesi borbonici. *1

Divenuto capo massa, secondo le cronache del tempo, entrò a Napoli con il cardinale Ruffo, insieme a don Biagio Rinaldi e Gerardo Curcio, detto Sciarpa. *1

Fu lodato e premiato dal principe Philipstal per le sue capacità e la sua esperienza. *1

Fu comandante del battaglione Cacciatori Carolina, in cui fu arruolato anche suo figlio Antonio di 14 anni il 5 dicembre 1807. *1

Nell'esercito borbonico fu colonnello delle reali truppe di Sua Maestà. *2

  • *1 Fonte: Santi e Briganti del Mercurion di Giovanni Celico
  • *2 Fonte: Verbicaro, Spunti di Storia e Cronaca di Giovanni Cava

LE MISSIVE DI GIUSEPPE NECCO

Il 15 febbraio 1807 dal suo campo di stazionamento Giuseppe Necco inviava un ordine al sindaco di Verbicaro: " Il signor Sindaco mi manda subito mille razioni di pane e dodici barili di buon vino, così sei tumula di biada, mentre in questo punto mi è sopraggiunta una truppa di cinquecento uomini, subito, subito, subito tante e siegue. Campo li 15 febbraio 1807." *1

Il 21 febbraio 1807 da un messaggio anonimo diretto a Giuseppe Necco, si sollecitava lo stesso di trasferirsi d'urgenza da Papasidero a Verbicaro, per fronteggiare tempestivamente le truppe francesi che stavano per arrivare: "Sig. Coronello, Qui vi è bisogno della forza di V.S., altrimenti saremo massacrati da' nemici; dal motivo che ieri mi vennero due lettere da Maierà, credendo che V.S. era in Orsomarso, ma avendo veduto eri lontano hanno voltato pensiero, e si vuole che questa mattina ben quattro persone di Maierà si sono portati in Bombicino a prendere li Francesi; onde appena sono a Maierà passano in Grisolia e da Grisolia saranno in questo Paese, ed ecco a massacrarci... Se amate questa popolazione venite senza meno; la vostra venuta qui sarebbe necessaria per tutto il dimane a sera". *1

  • *1 Fonte: Verbicaro, Spunti di Storia e Cronaca di Giovanni Cava

LA CASA DEL BRIGANTE NECCO A SCALEA

Casa del Brigante Giuseppe Necco a Scalea

Casa del Brigante Giuseppe Necco a Scalea

La Casa del Brigante Necco si trova nella parte alta del centro storico di Scalea sotto al portico di via del Castello, tra l'antico Castello Normanno e la Chiesa Matrice di Santa Maria d'Episcopio.

Casa del Brigante Giuseppe Necco a Scalea

Casa del Brigante Giuseppe Necco a Scalea

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