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Storia di Tarsia

Stemma di Tarsia

 

Tarsia

Le origini di Tarsia non sono del tutto chiare, e secondo alcuni studiosi è l’antica Capresya.

Gioacchino Fiore da Cropani sosteneva che la denominazione originaria di Capresya fu mutata dalla famiglia Tarsia, nell’attuale Tarsia; al contrario, Ferrante della Marra duca di Guardia, sosteneva che il casato dei Tarsia aveva ricevuto la denominazione dal borgo e non viceversa, e che lo stesso abitato era stato eretto in epoca normanna.

Tarsia in passato fu nota per l’eccelsa agricoltura, soprattutto per la produzione del vino, molto elogiato da Barrio.

In epoca medievale Tarsia raggiunse un primato di notevole importanza e fu elevata a contea, una delle cinque della Calabria.

La Contea di Tarsia passò nel corso del XIV secolo ai Ruffo, poi ai Sangineto, poi ai Principi Sanseverino che la inglobarono nel vasto Stato di Bisignano.

Nel 1606 fu acquistata da Vespasiano Spinelli marchese di Cirò, che vi ricevette il titolo di principe nel 1642. La famiglia Spinelli tenne Tarsia fino al 1806, anno dell’eversione della feudalità.

Nel 1580 vi nacque l'anatomista e chirurgo Marco Aurelio Severino, una delle più celebri personalità legate a Tarsia.

Durante la seconda guerra mondiale, nel suo territorio fu allestito il più grande campo di concentramento fascista in Italia, il campo di internamento di Ferramonti, dove furono rinchiusi prevalentemente Ebrei stranieri e minoranze etniche ritenute nemiche dal regime. Il campo fu liberato dagli inglesi il 14 settembre 1943.


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