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Storia di Santa Sofia d’Epiro

Stemma Comunale di Santa Sofia d'EpiroBorgo Arbëreshë

Santa Sofia d'Epiro

Il primo nucleo abitativo di Santa Sofia d'Epiro pare sia stato fondato nel 869 da soldati dell’esercito bizantino, durante la guerra contro i longobardi e da questi denominato Santa Sofia, insieme ad altri quattro piccoli abitati.

Di questi borghi originari non restò nulla dopo la peste del ‘300 e il devastante terremoto del 1450; queste due cause portarono nel periodo successivo all’accoglienza dei profughi albanesi provenienti dall’Epiro, in modo da ripopolare le terre.

Originariamente i casali fondati sul territorio erano due, quello più grande di Santa Sofia e quello di Pedilati.

Nel 1543 gli abitanti di Pedilati, per protesta contro l'eccessivo fiscalismo, bruciarono il casale e si stabilirono a Santa Sofia che contava 96 fuochi, circa 296 abitanti. 

Il Casale di Santa Sofia, dal 1517 al 1572, fu feudo della casata dei Sanseverino, per poi passare ai Milizia dal 1572 al 1601, e da questi venduto nel maggio 1601 ai Baffa Trasci (1601-1606), per essere successivamente ricomprato nuovamente dai Milizia e mantenuto sino al 1689.

Dal 1689 e fino all'eversione della feudalità nel 1806, Santa Sofia tornò ad essere feudo dei Sanseverino Principi di Bisignano.

Con la nascita dello Regno d’Italia, all’originaria denominazione di Santa Sofia fu aggiunta d’Epiro, per distinguerla da Santa Sofia di Forlì, a commemorazione delle antiche origini epirote del borgo. 


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