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Storia di Scalzati

Stemma di Casole Bruzio

Scalzati

Scalzati fu fondato nel X secolo a seguito dell’invasione saracena della città di Cosenza.

Con la creazione delle 21 baglive in cui furono suddivisi i casali cosentini, Scalzati fu assegnato a quello di Spezzano Piccolo.

Nel 1525 nel piccolo borgo fu fondato il monastero florense di Santa Maria del Soccorso, dal Priore Francesco Notariann dell'abbazia florense di San Giovanni in Fiore.

Nel 1644 insieme ad altri 82 casali venne acquistato dal marchese Vincenzo Salvati, Granduca di Toscana, passando dall’amministrazione regia demaniale a quella feudale; in contrapposizione a questa nuova forma di governo, Giovanni Barracco inviato in Spagna dall’imperatore chiese ed ottenne per i casali l’annullamento della compravendita.

Nel 1647, il mancato rispetto di quanto ordinato dal re, portò alla ribellione dei casali cosentini, che guidati dagli abitanti di RovitoPedace, presero d’assalto la residenza del delegato di Celico mettendolo in fuga.

Nel 1807 fu soppresso il monastero florense dalle leggi francesi.

Nel 1816 con il ritorno al potere del Borbone sul trono di Napoli, Scalzati fu annesso in qualità di frazione al comune di Magli, insieme a Cribari, TrentaFeruci e Verticilli.

Nel 1820 con Decreto del 2 gennaio 1820 fu assegnato in qualità di frazione al nuovo comune di Casole Bruzio.


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