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Santuario del Pettoruto di San Sosti

Il Santuario della Madonna della Valle dell'Esaro

Santuario del Pettoruto di San Sosti

Il Santuario del Pettoruto è situato nel territorio di San Sosti a 540 metri di quota, ai piedi dei monti Cozzo Scotellaro, Cozzo Fazzati e Muletta.

Si ritiene che sia stato fondato nel 1243 (1274 secondo altre fonti) dai monaci basiliani dell'abbazia di Acquaformosa, che lo mantennero alle loro dipendenze in qualità di grangia.

La Madonna del Pettoruto

Il Santuario è dedicato alla Madonna del Pettoruto. Il termine pettoruto deriva dalla parola petruso, vale a dire pietroso, roccioso, irto di pietre, ed è la definizione con cui si identifica tutta l'area e poi con il passare del tempo, il termine petruso è stato corrotto in pettoruto.

La statua della Madonna col Bambino è scolpita in pietra e rivestita di oro e argento, secondo la tradizione fu scolpita nel 1449 da Nicola Mairo di Altomonte, che accussato ingiustamente di omicidio, cercò scampo alla condanna in questi luoghi e realizzò la statua a mezzobusto. La statua restò nascosta tra i rovi fino al 1600, quando fu ritrovata da Giuseppe Labbazia, sordomuto di Scalea.
Oltre alla Madonna fa parte della statua anche Gesù Bambino, che con la mano sinistra regge il globo, in quanto Redentore del Mondo e Re dell’Universo.

Il viso della Madonna ha una cicatrice sotto l’occhio, e secondo la tradizione fu fatta da alcuni fuorilegge nascosti nel vicino Castello della Rocca, per dimostrare che la Madonna era di carne vera, con un pugnale incisero la parte del viso dal quale sgorgò sangue.

La Madonna fu incoronata dal Capitolo Vaticano il 6 Settembre 1903, all’inizio del pontificato di papa Pio X.

Il Culto della Madonna del Pettoruto

La prima domenica di maggio di ogni anno si svolge la Festa della Cinta, che è il giorno del ringraziamento e dell’apertura dei pellegrinaggi, ricorrenza che ha avuto inizio dopo il disastroso terremoto del 1783.

Gli abitanti di San Sosti e dei paesi vicini decisero di mettersi sotto la protezione della Madonna e formarono una lega di preghiera, una recinzione (una cinta di difesa). Come vuole la tradizione, una fanciulla vestita di bianco porta sul capo un cesto di vimini, foderato di candida seta e adornato di fiori, colmo di una lunga cordicella imbevuta di cera che offre alla Madonna in nome di tutti e in ringraziamento: "la cinta". Giunti nel Santuario la cinta viene tagliata in piccoli pezzi e distribuita ai pellegrini quale segno della devozione alla Madonna.

La Madonna del Pettoruto è particolarmente venerata dalle donne sterili. Ad influenzare questa credenza popolare sulla sterilità è sicuramente il ramo di melograno che la Madonna regge con la mano destra, da sempre ritenuto elemento propiziatore di fertilità.

Questo potrebbe essere un chiaro rifacimento al mondo pagano, e in particolare ad Era dea della fecondità; proprio la dea greca nel santuario di Sele era modellata con un frutto di melograno in una mano e con un bambino in braccio. La stessa denominazione “del Pettoruto” richiama l’iconografia della dea a volte raffigurata con tre seni e che probabilmente era venerata in una vicina colonia magno-greca. Il santuario potrebbe essere la cristianizzazione di un antico culto già presente nell'area.

Il Culto del Pettoruto nel Mondo

Il Santuario del Pettoruto è centro di spiritualità, cuore della diocesi, luogo d’incontro e di intensi momenti di religiosità popolare; è un punto di riferimento per tutto il comprensorio, e anche per tutti gli emigranti sparsi nel mondo.

A San Isidro in Argentina, esiste una comunità in onore alla Madonna del Pettoruto; famiglie emigrate da San Sosti e stabilitesi in Argentina hanno continuato a praticarne il culto riproducendo le stesse ricorrenze. Altre comunità che si trovano in Canada e nel Stati Uniti hanno portato con sé la fede verso la Madonna e le tradizioni sansostesi.

La Basilica del Pettoruto

Dal punto di vista architettonico il santuario oggi presenta una singolare facciata in stile romanico realizzata nel 1929, suddivisa in due ordini con campanile cuspidato.

Nel primo ordine sono visibili cinque portali stretti da colonne e paraste sormontate da capitelli in stile ionico sovrastati; nel secondo, da un loggione incorniciato da due rosoni a raggiera profilati da colonne e lesene con capitelli corinzi, la struttura è coronata da un timpano spezzato che inquadra un medaglione con l'immagine della Madonna col Bambino.

L'interno è suddiviso in tre navate coperte da volta a botte e deambulatorio nella zona presbiteriale; la chiesa è priva di cappelle laterali ad eccezione della cappella del SS. Sacramento, a cui si accede attraversando la navata sinistra, ricca di mosaici e impreziosita da un tabernacolo bronzeo.

La volta è decorata da tre riquadri mistilinei affrescati raffiguranti l'Immacolata Concezione e nei lati San Michele, in prossimità dell'altare maggiore, e i Santi Lucia e Pasquale con i relativi attributi iconografici, in fondo alla navata.

Presenta poche e semplici decorazioni a mosaico che campeggiano lungo le pareti delle navate e nella zona presbiteriale.

Una vetrata istoriata raffigurante i dodici Privilegi della Madonna irradia la cantoria.

Al centro della navata spicca l'altare che custodisce in una sontuosa edicola marmorea la statua della Madonna del Pettoruto. La singolarità della collocazione è dovuta a diversi motivi, a cui si associa anche la posizione della statua che è rivolta verso la navata laterale e non ai fedeli. L'opera è stata scolpita in un blocco tufaceo ed è rivestita d'argento cesellato e sbalzato. È impreziosita da diversi oggetti simbolici tra cui il rametto di melograno per la Vergine e il globo per il Bambino. Entrambe le figure recano sul capo il velo azzurro con stelle in filo d'oro e corone d'argento con rubini. La scultura è un tipico esempio di arte popolare, riconoscibile soprattutto dalla semplicità dell'esecuzione, a cui si è aggiunto nei secoli un grande valore devozionale.

Il Santuario del Pettoruto fu elevato a Basilica Minore nel 1979.

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