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Storia di Rogliano

Stemma di Rogliano

Rogliano

Le origini di Rogliano non sono del tutto chiare e sulla sua fondazione si sono fatte più ipotesi.

Alcuni lo vogliono di origine antichissima, risalente al popolo degli Ausoni, altri agli Enotri, altri ancora ne collocano le origini in epoca romana e, altri infine alla fuga dei cosentini a seguito dell'invasione saracena di Cosenza.

L'origine dagli Ausoni narra che Sabasio figlio di Cur al tempo degli Ausoni fondò la città che chiamò Sabasio e lo stesso nome diede al fiume che scorreva nelle vicinanze, come uso degli antichi, l’attuale fiume Savuto, nome che porterà in tutta l’epoca latina (Subbatium), da cui per corruzione diventerà Sabbato, altro nome del Savuto.

In seguito, Enotro, capostipite degli Enotri, giunto sul luogo per impadronirsi della città, invitò a pranzo il re degli Ausoni, e durante il banchetto lo fece uccidere e fare a pezzi, da allora quel luogo fu denominato Tavolaria.

Conquistato il territorio, Enotro risalì la montagna ed in un luogo elevato, alle falde del monte Santa Croce edificò la nuova città, Rublanum,  la rosseggiante, denominazione derivante da un marmo rosso innalzato dagli Enotri nel cuore del bosco, come idolo alla dea Diana.

In seguito, la cittadina ha continuato la sua esistenza per molti secoli, fino all’arrivo dei cosentini che ripopolarono la già esistente Rogliano.

Altri studiosi invece sostengono che probabilmente, Rogliano sorse a seguito dell’invasione saracena di Cosenza e non esisteva in precedenza, come nel caso della maggior parte dei casali della Presila Cosentina e dell’Alto Savuto.

Nel 1181 il paese fu distrutto da un terrificante terremoto e fu ricostruito nell’attuale sito, in precedenza si trovava più a valle, nell’attuale area di San Nicola.

La prima testimonianza di vita amministrativa roglianese risale al 1443, quando è descritto come una delle ventuno baglive di Cosenza,  includendo i casali di Criti, Casale Grande e Le Marche, con una popolazione di 367 fuochi (famiglie).

Nel 1519 vi nacque il Beato Bernardo da Rogliano, al secolo Leonardo Milizia, fondatore del Monastero di Colloreto.

Il 27 marzo 1638 Rogliano fu raso al suolo dal grande terremoto della domenica della Palme del 1638, che provocò nella sola Rogliano 1208 vittime.

A seguito del sisma del 1638 Rogliano assumerà la nota conformazione a ferro di cavallo sviluppandosi sui cinque colli sovrastanti la conca: Monte Santa Croce, Serra, Spani, Donnanni e Cuti.

Nel XVI secolo e nei secoli successivi si sviluppò nell’area roglianese la famosa scuola degli scalpellini e degli intagliatori di Rogliano, da cui discenderanno in seguito altre note scuole della Calabria.

Il 3 giugno 1745, Carlo II figlio di Filippo V concesse a Rogliano il titolo di città, con la possibilità di fregiarsi di tale definizione.

Nel 1807 da Rogliano si staccò il casale Li Marzi, diventando il comune autonomo di Marzi.

Nel 1854 un nuovo sisma colpì l’area e da allora il borgo assumerà come santa patrona, la Madonna dell’Immacolata.


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