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Centro Storico di Tortora (CS)

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Tortora, Turtura o Turturi in tortorese, per chi proviene da nord è il primo comune della Calabria Tirrenica, il cui territorio si estende dalla foce del fiume Noce alla vetta del monte Rossino, nel pieno del Parco Nazionale del Pollino e della Riviera dei Cedri.

È un comune a vocazione turistica dove in poco tempo si passa dal bagnasciuga del mare ai lussureggianti monti del Gruppo del Serramale.

Di interesse storico-architettonico si segnala: la Chiesa Matrice di San Pietro Apostolo, la Chiesa delle Anime del Purgatorio e il suo caratteristico portale, la Chiesa della SS. Annunziata e l'annesso chiostro monastico, il Palazzo Lomonaco Melazzi e il Palazzo Casapesenna, il Museo Archeologico di Blanda.

Tortora è il Paese della Zafarana, nota varietà di peperone calabrese.

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    TURISMO A TORTORA

    TORTORA BANDIERA BLU SPIAGGE

    Tortora (CS) Bandiera Blu Spiagge

    Totora è Bandiera Blu.

    COSA VEDERE A TORTORA

    LA CHIESA DI SAN PIETRO APOSTOLO A TORTORA

    Facciata della Chiesa di San Pietro Apostolo a Tortora

    La Chiesa di San Pietro Apostolo è la Matrice di Tortora.

    Il primo impianto fu eretto verso la fine del XIII secolo, per essere completamente rimaneggiato nel XVIII secolo, quando fu invertito anche l'ingresso principale, in precedenza posto sul versante meridionale.

    L’edificio, rimaneggiato in stile neo classico, presenta sulla facciata principale tre portali d’ingresso: due piccoli laterali e uno centrale di maggiori dimensioni.

    Ai lati dell'ingresso principale, sia sul lato interno sia su quello esterno, sono presenti due colonne lapidee provenienti da un antico tempio pagano situato presso la città di Blanda.

    La facciata principale presenta due ordini: il tuscanico nella parte inferiore e il corinzio in quella superiore.

    Nella parte superiore sono presenti due statue che raffigurano i Santi Pietro e Paolo, posti ai lati di un rosone centrale in cui è raffigurato Gesù Benedicente.

    Sul lato sinistro della struttura è presente una torre campanaria con orologio.

    L’interno della chiesa, diviso in tre navate a croce latina, è in stile barocco e decorato con stucchi policromi.

    Fino al 1907 custodiva un coro del '500 realizzato in noce, attualmente esposto presso il museo Nazionale di Budapest.

    Vuoi sapere di più sulla chiesa? Trovi tutto qui: La Chiesa di San Pietro Apostolo a Tortora.

    Navata Centrale della Chiesa di San Pietro Apostolo a Tortora

    Navata Centrale della Chiesa di San Pietro Apostolo

    IL MUSEO DI BLANDA A TORTORA

    Museo Archeologico di Blanda a Tortora

    Il Museo di Blanda è il museo archeologico di Tortora.

    Fu inaugurato il 18 aprile 1998 nei locali dello storico Palazzo Casapesenna del centro storico, come Mostra Archeologica per Tortora - Frammenti dal Passato.

    Successivamente fu ampliato il 7 luglio 2001.

    Dal 9 maggio 2015 si trova in corso Guglielmo Grassi.

    Il Museo di Blanda espone i reperti archeologici rinvenuti presso la città di Blanda, sita sul colle Palecastro nei pressi dell’attuale Tortora Marina.

    Conta sei sale espositive: una dedicata ai reperti risalenti al periodo enotrio, una al periodo romano e quattro al periodo lucano.

    Il museo è ricco di contenuti e apparati didattici e scientifici ed è dotato di un ricco apparato multimediale. Offre la possibilità di effettuare una visita virtuale con la visualizzazione dei contenuti attraverso smartphone e tablet mediante QRCode e la visualizzazione stereoscopica in 3D di numerosi reperti.

    Vuoi sapere di più sul museo? Trovi tutto qui: Il Museo Archeologico di Blanda a Tortora.

    Esposizione del Museo di Blanda a Tortora

    Esposizione del Museo di Blanda

    LA CHIESA DELLE ANIME DEL PURGATORIO

    Chiesa delle Anime del Purgatorio a Tortora (CS)

    La Chiesa delle Anime del Purgatorio è il più antico edificio di culto tutt'ora in uso di Tortora.

    Il primo impianto risale al XII secolo, probabilmente costruito sul primitivo cimitero dell'antico borgo longobardo.

    Presenta una struttura a capanna sovrastata da un piccolo campanile a vela.

    Di particolare interesse è il portale litico a figure zoomorfe ispirate ai segni zodiacali.

    Secondo alcuni studiosi risalirebbe al periodo basiliano del Mercurion.

    Tra le figure più interessanti si evidenziano: il leone, l’ariete, lo scorpione, i pesci, il sagittario e il cancro, oltre a due leoni posti alla base dell’arco.

    La piccola chiesa, a navata unica, si trova in piazza Dante Alighieri.

    Portale Zoomorfo della Chiesa delle Anime del Purgatorio a Tortora (CS)

    LA CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA A TORTORA

    Chiesa della SS. Annunziata a Tortora (CS)

    La Chiesa della SS. Annunziata fu eretta a Tortora nel 1577, come parte integrante del monastero francescano dell'ordine dei minimi.

    La struttura, a navata unica, custodisce un polittico ligneo con cornici e colonne intagliate e dorate, al centro del quale, in una nicchia, è collocata la Madonna del Buon Consiglio con Bambino. Completano l'opera cinque tele ad olio raffiguranti l'Annunciazione, San Giovanni Battista, San Giuseppe con Bambino e due santi francescani.

    Alla chiesa è affiancato l'antico chiostro, realizzato ad arcate su colonne in pietra, ultimato nel 1628.

    L'edificio, nella parte superiore, è dotato di una grande cupola alla bizantina.

    Chiesa della SS. Annunziata a Tortora (CS)

    Altare Maggiore della Chiesa dell'Annunziata

    Chiesa della SS. Annunziata a Tortora (CS)

    Chiostro dell'Antico Convento

    Chiesa della SS. Annunziata a Tortora (CS)

    Cupola alla Bizantina della Chiesa dell'Annunziata

    LA CAPPELLA DI MATER DOMINI A TORTORA

    Cappella di Mater Domini a Tortora (CS)

    La Cappella di Mater Domini è un piccolo edificio di culto a navata unica situato nell'area denominata Sotto Le Grotte del centro storico di Tortora.

    Il testo più antico in cui si menziona di questo edificio risale al 1743.

    Fu ampiamente rimaneggiata agli inizi del '900, con interventi che stravolsero la struttura originaria.

    Attualmente, la cappella si presenta completamente affrescata con dipinti realizzati da Ferdinando Guerrera raffiguranti scene della vita della Vergine tratte dai vangeli apocrifi.

    IL PALAZZO CASAPESENNA A TORTORA

    Palazzo Casapesenna a Tortora (CS)

    Il Palazzo Casapenna è uno dei principali monumenti del centro storico di Tortora.

    Si tratta di una massiccia costruzione cinquecentesca, più volte rimaneggiata nel corso del tempo.

    Il primo impianto, si presume, risalga al periodo bizantino, anche se furono i Longobardi a trasformarlo nel castello fortezza denominato Il Castello delle Tortore.

    Intorno alla sua struttura originaria nel corso del tempo si sviluppò il primo nucleo abitativo di Tortora.

    In epoca normanno-sveva appartenne ai Cifone, durante il periodo angioino-aragonese ai Lauria, dal 1496 ai De Montibus, dal 1560 ai Martirano, dal 1565 agli Exarquez, dal 1602 ai Ravaschieri, dal 1692 ai Vitale e dal 1824 ai Machuca Principi di Casapesenna.

    Alla struttura, sul lato nord, è affiancata un’imponente torre a bastione.

    IL PALAZZO LOMONACO MELAZZI A TORTORA

    Palazzo Lomonaco Melazzi a Tortora

    Palazzo Lomonaco Melazzi a Tortora

    Il Palazzo Lomonaco Melazzi è situato nella parte più antica del centro storico di Tortora: il Rione Mpalalaterra.

    La struttura, attualmente adibita ad abitazioni private, di interesse presenta: un portale lapideo d'ingresso, un loggiato, uno scalone e uno stemma in marmo.

    All'interno è segnalata la presenza di un dipinto di Genesio Galtieri raffigurante Mosè salvato dalle acque del 1804.

    Il 3 settembre 1860 ospitò nelle sue sale Giuseppe Garibaldi insieme ai suoi generali: Agostino Bertani, Nino Bixio, Enrico Cosenz e Giacomo Medici; accolti da don Biagio Lomonaco Melazzi genero di don Biagio Maceri.

    Vuoi sapere di più sul palazzo? Trovi tutto qui: Il Palazzo Lomonaco Melazzi a Tortora.

    I PORTALI DEL CENTRO STORICO DI TORTORA

    Portale Lapideo del Centro Storico di Tortora (CS)

    Portale della Chiesa delle Anime del Purgatorio

    Portale Lapideo del Centro Storico di Tortora (CS)

    Portale Arleo

    Portale Lapideo del Centro Storico di Tortora (CS)

    Portale Lapideo del Centro Storico

    Portale Lapideo del Centro Storico di Tortora (CS)

    Portale Lapideo del Centro Storico

    Portale Lapideo del Centro Storico di Tortora (CS)

    Portale della Chiostro del Convento dei Minimi

    Portale Lapideo del Centro Storico di Tortora (CS)

    Portale Lauria

    Portale Lapideo del Centro Storico di Tortora (CS)

    Portale Lagamma

    Portale Lapideo del Centro Storico di Tortora (CS)

    Portale Lomonaco-Melazzi

    IL MONUMENTO AI CADUTI PER LA PATRIA DI TORTORA

    Monumento ai Caduti per la Patria di Tortora (CS)

    SCORCI NOTTURNI DI TORTORA

    Scorcio Notturno di Tortora (CS)

    Scorcio Notturno

    Scorcio Notturno di Tortora (CS)

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    APPROFONDIMENTI SU TORTORA

    Il Centro Storico di Tortora (CS) visto da Aieta

    Il Centro Storico di Tortora visto da Aieta

    DOVE SI TROVA TORTORA

    EVENTI DI TORTORA

    LA FRUSTILITATA DI TORTORA

    Frustilitata di Tortora (CS)

    La Frustiltàta di Tortora, frustilitéata in tortorese arcaico, è un falò controllato realizzato la sera del 19 marzo in occasione della Festa di San Giuseppe.

    Caduta in disuso negli anni '90 del secolo scorso, negli ultimi anni sta riscoprendo una nuova primavera.

    Attualmente, l'evento ha perso lo spirito catartico originale e viene organizzato esclusivamente come Falò di San Giuseppe e nel centro storico si esegue un unico falò, nei pressi del quale si offre vino e specialità locali.

    Una seconda Frustilitata viene realizzata dalla comunità tortorese a Tortora Marina, nei pressi della chiese di Santo Stefano.

    LA FRUSTILITATA NEL RECENTE PASSATO

    Fino agli inizi degli anni ’80 le Frustilitate realizzate a Tortora erano tre: quella del rione Chiazza, realizzata in Piazza Plebiscito; quella del rione Cummenti, realizzata nei pressi della chiesa della SS. Annunziata; quella del rione Carroli, realizzata in località "Mariganieddu".

    Nel XX secolo furono organizzate quasi esclusivamente da giovani dei vari rioni che volontariamente raccoglievano le frasche necessarie ai falò, gestendo in maniera autonoma tutta la fase organizzativa e realizzativa, in una vera e propria competizione, non ufficiale, con quelle organizzate dagli altri rioni storici.

    Fino alla metà del '900 erano ancora realizzati i falò nei rioni: Santa Duminica, Santu Jaculu e Mballaturu.

    LE ORIGINI DELLA FRUSTILITATA

    La Frustilitata affonda le proprie origini nei riti catartici delle religioni pagane e in quelli ancestrali della fertilità.

    Il rito del Falò di San Giuseppe è un'antica usanza di molti centri dell'Italia meridionale.

    In passato, in questo periodo, si usava propiziare l'inizio della nuova stagione con i riti del fuoco volti alla purificazione dei campi e in questo contesto si colloca la festa di San Giuseppe che ha sostituito nella devozione popolare le antiche divinità ancestrali.

    Un ritorno agli antichi riti pagani greci, romani e germanico-medievali, quando si bruciava insieme alla legna delle potature tutto il negativo, il male e l'indesiderato, per trarre il buon auspicio per la nuova stagione che stava per arrivare; infatti il giorno di San Giuseppe precede di poco il 21 marzo che segna ufficialmente l'inizio della primavera.

    IL ZAFARANAFEST

    ZafaraFest di Tortora (CS)

    Il ZafaranaFest è un evento gastronomico-culturale che si svolge annualmente in ottobre nel centro storico di Tortora.

    Prende il nome dal termine dialettale zafarana: il peperone.

    Nasce nell'ottobre del 2008 per valorizzare le proprietà organolettiche e culinarie della Zafarana di Tortora, peperone tipico del territorio.

    Il Zafarana Fest ha una durata di tre giorni durante i quali vengono organizzati spettacoli di danza, momenti di incontro con la scuola, riproposizioni di antichi mestieri, stand artigianali, mostre fotografiche, convegni e stand gastronomici con ricette a base di zafarana.

    I RIONI STORICI DEL CENTRO STORICO

    Tortora Centro Storico (CS): Rione Mbalalaterra

    Il centro storico, nonostante da tempo sia stato adattato ad una nuova toponomastica, è suddiviso in tanti rioni storici: lu Ponti (il cuore del paese), Mpalalaterra, la Chiazza, Rametta, Sant'Andria, la Funtana Vecchia, Mballaturu, la Via di Mienzu, lu Tirroni, la Via Granni, lu Fuossu, Sandu Jaculu, Matriddommini, la Casa di la Vecchia, lu Carroli, la Strata, lu Vagliu di Donna Iulanda, Mariganieddu, lu Cummendi, Santa Duminca, la Nzarra, lu Vaddoni di lu Ponti, la Lavinedda, li Scoli e lu Suppuortu.

    LE MONTAGNE DI TORTORA

    I monti del territorio di Tortora sono le prime vette montane dei Monti dell'Orsomarso, alcune sono incluse nel Parco Nazionale del Pollino.

    Il Monte Serramale con i suoi 1274 metri di quota s.l.m. è la montagna più alta del comune di Tortora.

    LE PERSONALITÀ DI TORTORA

    Sono originari di Tortora: il calciatore francese del Montpellier HSC Nicolas Cozza; l'ex calciatore di Milan, Cosenza e Lecce, Francesco De Francesco; lo scrittore Francesco Di Giorno; il ricercatore Francesco Iorio.

    Hanno vissuto nel territorio di Tortora durante l'alto medioevo i santi: Saba del Mercurion, Macario Abate e Cristoforo di Collesano.

    PIATTI TIPICI DI TORTORA

    Tra i piatti tipici della gastronomia tortorese, si elencano: i cannaricoli, i puccellati, le crespelle, la frascatula, le lagane e fagioli, "li" patani sfritti cu zafarana pisata, "li" zafarani arriddati, le polpette di carnevale, le mazzacorde, i fusilli al sugo di capra, i cavatelli al ragù, i ravioli di ricotta, le fave con il guanciale, la pongia, il sanguinaccio e molti altri piatti.

    PRODOTTI TIPICI DI TORTORA

    Tra i prodotti tipici le conserve fatte in casa sono un fiore all'occhiello della gastronomia tortorese, come: le olive schiacciate sott'olio, i fichi secchi, i peperoncini sotto aceto, la salsa di pomodoro, le melanzane sott'olio, la polvere e le scaglie di peperone e peperoncino.

    Ancora è molto diffusa la maialatura, dalla quale si ricavano pregiati salumi e altri derivati di carne suina, come: il capocollo, la soppressata, la salsiccia, il prosciutto, il guanciale, la salsiccia grassa, la nnuglia, le braciole, la gelatina di maiale, le cotiche di maiale e molto altro.

    Tra i prodotti agricoli, le cultivar più diffuse sono: il fagiolo poverello bianco, il fagiolo quarantino, il fagiolo capomacchia, il fagiolo marrozzo, il zafarana di Tortora, il peperoncino ciliegino e altre varietà di ortaggi.

    A livello familiare è molto diffusa la produzione dell'olio di oliva, realizzato soprattutto con la cultivar locale: la Roggianella.

    Sempre a livello familiare, la produzione di formaggio è limitata alla produzione di ricotte, cacioricotte e caci ovi-caprini.

    STORIA DI TORTORA

    Il Territorio di Tortora può vantare una plurisecolare storia che affonda le sue origini nel Paleolitico Inferiore, come attestano i numerosi reperti riconducibili all'Homo neanderthalensis; nell'area di Torre Nave è stata riscontrata la presenza dell'Homo sapiens sapiens durante il Paleolitico Superiore; dall'Eneolitico al Bronzo Medio le frequentazioni umane sono state riscoperte presso la Grotta della Fiumarella.

    Dal V secolo a.C., e per tutto il millennio successivo, la Storia di Tortora è legata all'Antica Città di Blanda; fondata durante l'età del ferro dagli Enotri e successivamente abitata da Lucani e Romani.

    Con l'abbandono di Blanda, divenuta Julia in epoca romana, sullo sperone roccioso che sovrasta la Fiumarella di Tortora si sviluppò il primo nucleo dell'abitato, detto Julitta, in prossimità del Castello Longobardo detto delle Tortore.

    Con lo spopolamento della costa e il contemporaneo incremento demografico del primitivo abitato, lo stesso assunse la denominazione di "Turtura", come viene riportato nella Bolla del 1079, con cui Benedetto Alfano arcivescovo di Salerno consacrò Pietro Pappacarbone vescovo di Policastro; lo stesso nome con cui ancora oggi, a mille anni di distanza, è denominato nel vernacolo locale il centro storico.

    Vuoi sapere di più sulla storia? Trovi tutto qui: La Storia di Tortora: dalla Preistoria all'Età Contemporanea.

    INFORMAZIONI SUL COMUNE DI TORTORA

    • Abitanti: 5974 al 01.01.2024
    • Nome degli Abitanti: tortoresi
    • Superficie Territoriale: 58,22 km²
    • Altitudine: Centro 312 metri s.l.m.
    • Altitudine Massima: 1274 metri s.l.m.
    • Altitudine Minima: 0 metri s.l.m.
    • C.A.P.: 87020
    • Prefisso Telefonico: 0985
    • Santo Patrono: San Biagio, 2 Febbraio
    • Santo Protettore: Sant'Antonio da Padova, 13 Giugno
    • Territori Confinanti: Aieta, Laino Borgo, Lauria, Maratea, Praia a Mare e Trecchina
    • Frazioni e Contrade Montane: Acqualisparti: 852 m s.l.m., Carro: 872 m s.l.m., Maricosa 572 m s.l.m., Massacornuta: 346 m s.l.m., Massadita: 400 m s.l.m., Melara: 768 m s.l.m., Nocara: 650 m s.l.m., Petraro: 326 m s.l.m., Pizinno Primo: 620 m s.l.m., Pizinno Secondo: 510 m s.l.m., San Nicola: 555 m s.l.m., San Pietro: 394 m s.l.m., San Quaranta: 561 m s.l.m., San Sago: 214 m s.l.m., Sant'Elia: 746 m s.l.m., Sarre: 376 m s.l.m., Sellata: 602 m s.l.m., Valle dei Grilli 721 m s.l.m. e Valle dei Pali: 502 m s.l.m.
    • Frazioni e Contrade Costiere: Castiglione, Marina, Rosaneto, San Brancato, Santo Stefano e Sicilione
    • Stazione Ferroviaria: Stazione di Praja-Ajeta-Tortora di Praia a Mare
    • Aeroporto: Aeroporto di Lamezia Terme

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