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La Magara della Gravusia di Tortora

Magara della Gravusia

Narrava la tradizione popolare di Tortora, che esistevano donne con poteri magici particolari, che usavano per poter entrare in casa e turbare il sonno delle persone; questa credenza popolare era detta Gravusia, e si rifaceva al mito arcaico della stregoneria, che nel vernacolo locale era detta magarìa, e magàra era detta la strega.

La Magara della Gravusia del mito totorese, entrava con il calar delle tenebre nell’abitazione del prescelto, mentre tutti dormivano, e andava a posarsi sul malcapitato, sulla schiena o sull’addome; e questo pur dimenandosi non poteva liberarsi dalla forte presa della Magara.

Per proteggersi dalla Magara, la tradizione consigliava sempre di dormire su un fianco, così, nel caso fosse arrivata, girandosi, la si poteva far cadere e acciuffare, mentre non era possibile liberarsi se si dormiva con la pancia sopra o sotto!

Qualora il malcapitato riusciva a prendere la donna e a tenerla dai capelli, la tradizione insegnava che, lei avrebbe posto una semplice domanda “Che cosa hai in mano?”, se si rispondeva “capelli”, la Magara si liberava sotto forma di aria ed era libera di andar via senza essere riconosciuta, ma se la risposta era “corde di acciaio che non si spezzano” allora la strega perdeva il suo potere, e riassumeva le sue fattezze naturali di donna e poteva essere riconosciuta. 

Ma, poiché, avere la meglio sulla Magara della Gravusia era quasi impossibile, a protezione delle persone, si era soliti mettere dietro la porta d’ingresso, un sacchetto di fagioli o sassolini, perché la tradizione asseriva che la Magara poteva entrare da qualsiasi parte della casa, ma poteva uscire solo dalla porta, e se durante la sua uscita trovava il sacchetto, era costretta a contare tutti i pezzi contenuti, se sbagliava anche di un solo pezzo, era costretta a ricontare, e se non riusciva a scoprire il numero esatto prima dell’alba, restava intrappolata nell’abitazione e di conseguenza riconosciuta. 

Il mito narrava anche che la Magara della Gravusia poteva assumere anche fattezze di animali, e se fosse rimasta ferita nello stato mutante, riportava i dolori anche nel ritorno alle fattezze umane.

In tutti i casi, la magara poteva entrare di notte, solo se aveva visitato la casa almeno una volta nella vita nelle sue fattezze umane!

Dove si racconta

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